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domenica 1 novembre 2015

Trasferimenti dall'estero per Medicina e Odontoiatria: c'è tempo fino al 20 novembre

L'ostacolo più difficile... è trovare posti liberi.

Purtroppo il vero problema, per gli studenti di Medicina e Odontoiatria che vogliono rientrare in Italia, è trovare posti liberi. A volte si ha l'impressione che le università italiane facciano di tutto per ostacolare i trasferimenti degli italiani iscritti in università straniere, negando l'esistenza di posti liberi o semplicemente inserendo nei loro regolamenti delle clausole volte a scoraggiare i trasferimenti.

Ed è così che agli studenti italiani iscritti a Medicini o a Odontoiatria in Albania, Belgio, Romania, Slovacchia e Spagna viene impedito il rientro in Italia. Eppure, grazie al Tar, nel corso di questi anni centinaia di studenti hanno ottenuto il trasferimento in Italia, con riconoscimento integrale delle loro materie...

Oggi la situazione è in parte migliorata grazie alla nota sentenza n. 1/15 dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Tuttavia, malgrado alcuni atenei abbiano recentemente accettato i trasferimenti dall'estero senza fare troppe storie, il rientro in Italia continua a essere difficile perchè i posti disponibili sono pochi e gli studenti italiani iscritti all'estero sono tantissimi. Più studenti dall'estero si trasferiscono e meno possibilità di trasferimento ci saranno per i ritardatari. La situazione è particolarmente grave per Odontoiatria, dove i posti rimasti sono davvero pochi.

Così, specialmente se lo studente vuole trasferirsi in Italia al secondo o al terzo anno (quelli con meno posti liberi), è essenziale individuare l'ateneo italiano giusto e seguire tutta la procedura amministrativa, fino al ricorso giurisdizionale.

Altrimenti si rischia solo di perdere tempo. La situazione è aggravata dal fatto che per chiedere i trasferimenti in Italia esistono alcune "finestre temporali" che variano da ateneo ad ateneo. Non si può chiedere trasferimento quando si vuole ma bisogna farlo in determinati periodi dell'anno. Chi arriva in ritardo dovrà riprovarci l'anno successivo.

Costruiamo il domani ha individuato due atenei italiani con alcuni posti liberi sia per Medicina che per Odontoiatria. Da oggi e fino al 20.11.15 sarà possibile ottenere il trasferimento in questi atenei, attraverso un ricorso al Tar. Gli interessati possono contattarci all'indirizzo scriviacid@gmail.com entro il 20.11.15 indicando i seguenti dati: nome, cognome, corso a cui intendono trasferirsi (medicina o odontoiatria) e numero di telefono. Alla domanda dovrà essere allegata una fotocopia fronte-retro del libretto universitario o di un certificato di iscrizione all'università straniera (non risponderemo alle domande prive di questi documenti). Sarete ricontattati dai nostri esperti il 20.11.15 con le istruzioni per partecipare. La partecipazione all'inziativa è subordinata al pagamento delle "spese vive" del ricorso individuale al Tar, che non saranno inferiori a 1.000,00 euro (occorre considerare che il solo contributo unificato per presentare il ricorso ammonta a 650,00 euro...). I tempi medi per ottenere l'immatricolazione presso i due atenei individuati sono di 9 mesi, ma nel frattempo lo studente potrà continuare il suo percorso straniero e (le materie sostenute nel frattempo saranno convalidate).

sabato 3 ottobre 2015

Medicina: sì ai trasferimenti dall'estero, anche se l'anno accademico è quasi terminato (lo dice il Consiglio di Stato)

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di due ricorrenti provenienti da università straniera che si erano rivolti a "Costruiamo il domani" per ottenere il trasferimento al corso di "Medicina e chirurgia" dell'Università "La Sapienza". L'ateneo aveva però respinto la loro istanza pretendendo il superamento del test di ammissione al primo anno.
A quel punto i ricorrenti si sono rivolti al Tar Lazio per impugnare il diniego.
I giudici del Tar hanno respinto la sospensiva, con provvedimento del 19 giugno 2015 (che potete leggere cliccando su questo link), in cui si diceva che:
"Ritenuto che, ad un sommario esame, prescindendo dai profili di irricevibilità evidenziati dall’amministrazione resistente, tenuto conto che l’anno accademico è in stato di avanzato svolgimento e, pertanto, l’istanza cautelare di ammissione con riserva all’anno accademico in corso non può essere accolta".
I ricorrenti, ritenendo che il provvedimento del giudice fosse ingiusto (il fatto che l'anno accademico era in avanzata fase di svolgimento non era argomento convincente, perché l'interesse dei ricorrenti era comunque quello di ottenere il trasferimento, anche all'inizio di quello accademico successivo...), hanno presentato appello al Consiglio di Stato e hanno vinto (a questo link trovate il provvedimento). Il provvedimento, del 23 settembre 2015, riporta la seguente motivazione:
"Considerato che l’appello cautelare merita accoglimento alla luce della giurisprudenza in materia di questo Consiglio di Stato che ha escluso che il diniego di trasferimento in Università italiane di studenti stranieri possa essere fondato sul rilievo del mancato superamento dei test di ammissione al primo anno di corso;
considerato infatti che l’Università deve verificare, oltre al requisito di rilevanza oggettiva afferente alla disponibilità del posto, il percorso formativo seguito da ciascun richiedente, ai fini del riconoscimento degli esami sostenuti all’estero;
considerato pertanto che l’appello cautelare va accolto e che, quanto alle spese del doppio grado cautelare, le stesse possono essere compensate tra le parti, avuto riguardo alla particolarità della vicenda trattata".
Adesso l'Amministrazione dovrà esaminare la carriera dei ricorrenti e stabilire l'anno di iscrizione, senza poter pretendere il superamento del test di ammissione.

* * * 

Quando si decide di effettuare un trasferimento dall'estero bisogna prendere in considerazione tanti fattori, tra cui il piano di studi delle due università. A volte lo studente ritiene (in maniera erronea!) che la mera proposizione di un ricorso (magari seguito da un'ordinanza cautelare o una sentenza del Tar favorevole) sia sufficiente a ottenere il trasferimento. Purtroppo le cose non stanno affatto così. Ogni causa va seguita singolarmente, perché la situazione di uno studente non è mai la stessa di un altro e spesso, anche dopo aver ottenuto un provvedimento favorevole, occorre rivolgersi nuovamente al giudice per chiederne l'attuazione (con gli strumenti legali a disposizione dei ricorrenti).

Ecco che i ricorsi collettivi - che possono sembrare un vantaggio per il loro costo contenuto - in alcuni casi sono estremamente svantaggiosi, specie se nel corso della causa sopravvengono nuovi provvedimenti amministrativi, che complicano la situazione e richiedono nuovi interventi legali "ad hoc", da pagare a parte.

La prova di tutto ciò è nell'elevata percentuale di ricorsi collettivi che vengono respinti dinanzi al Tar e al Consiglio di Stato, spesso per problemi di ammissibilità derivanti dal "conflitto di interesse" tra i ricorrenti e per la "improcedibilità" derivante dalla mancata impugnazione di un nuovo provvedimento.

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N. 04317/2015 REG.PROV.CAU.

N. 06976/2015 REG.RIC.        

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 6976 del 2015, proposto da:

Maria XXXXXX, Umberto XXXXX, rappresentati e difesi dagli avvocati Giorgio Bisagna e Massimo Sidoti, con domicilio eletto presso la Segreteria della VI^ Sez. del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro, 13;

contro
Università degli Studi di Roma La Sapienza, Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona dei legali rappresentanti, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12; 
per la riforma
dell' ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE III BIS n. 2570/2015, resa tra le parti, concernente diniego trasferimento da ateneo straniero all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" al corso di laurea di Medicina e chirurgia

Visto l'art. 62 cod. proc. amm;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Università degli Studi di Roma La Sapienza e di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca;
Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;
Viste le memorie difensive;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 settembre 2015 il Consigliere di Stato Giulio Castriota Scanderbeg e udito per l’Amministrazione scolastica l’avvocato dello Stato Basilica;

Considerato che l’appello cautelare merita accoglimento alla luce della giurisprudenza in materia di questo Consiglio di Stato che ha escluso che il diniego di trasferimento in Università italiane di studenti stranieri possa essere fondato sul rilievo del mancato superamento dei test di ammissione al primo anno di corso;
considerato infatti che l’Università deve verificare, oltre al requisito di rilevanza oggettiva afferente alla disponibilità del posto, il percorso formativo seguito da ciascun richiedente, ai fini del riconoscimento degli esami sostenuti all’estero;
considerato pertanto che l’appello cautelare va accolto e che, quanto alle spese del doppio grado cautelare, le stesse possono essere compensate tra le parti, avuto riguardo alla particolarità della vicenda trattata;
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l'appello (Ricorso numero: 6976/2015) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie l'istanza cautelare in primo grado nei sensi e limiti di cui in motivazione.
Spese del doppio grado cautelare compensate.
Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, cod. proc. amm.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 settembre 2015 con l'intervento dei magistrati:
Filippo Patroni Griffi, Presidente
Claudio Contessa, Consigliere
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere, Estensore
Roberta Vigotti, Consigliere
Carlo Mosca, Consigliere




L'ESTENSOREIL PRESIDENTE


DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 23/09/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

giovedì 11 giugno 2015

Medicina e odontoiatria, al via la nuova campagna trasferimenti dall'estero (scadenza 25 giugno 2015)

Fino al 25 giugno 2015 sarà possibile aderire alla nuova campagna trasferimenti di "Costruiamo il domani" destinata agli studenti italiani iscritti in atenei stranieri.

Molti studenti italiani di Medicina o di Odontoiatria - iscritti in prevalenza in Albania (Università cattolica nostra signora del buon consiglio), Belgio (Universitè libre de Bruxelles), Portogallo (Universidade Fernando Pessoa), Spagna (Universidad europea de Madrid, Universidad Alfonso X el Sabio), Romania (Università Apollonia di Iasi, Università Titu Maiorescu...) - desidererebbero proseguire gli studi in Italia e ottenere il riconoscimento della loro carriera pregressa.

E' possibile farlo?
Sì, specialmente alla luce della pronuncia dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1/15 di cui abbiamo parlato in altri post. Purtroppo abbiamo constatato che gli atenei continuano ancora oggi ad adoperare prassi illegittime per limitare tale diritto (negando l'esistenza di posti liberi nonostante i posti ci siano, negando il riconoscimento delle materie straniere nonostante i programmi siano identici, imponendo requisiti illogici...). Questo vale sia per gli studenti stranieri che intendono trasferirsi in Italia che per gli studenti italiani che intendono cambiare sede.

Abbiamo individuato due atenei meridionali in cui è possibile ottenere il trasferimento tramite ricorso al Tar. Stiamo organizzando una campagna di iscrizione in questi atenei.

Chi è interessato può contattarci entro e non oltre il 25.06.15 all'indirizzo scriviacid@gmail.com indicando nome, cognome, numero di telefono e corso di laurea di provenienza. Le istanze dovranno essere accompagnate da una fotocopia fronte/retro del libretto universitario straniero.

Sarete ricontattati entro il 26 giugno con ulteriori informazioni sui costi della vostra eventuale adesione e sulla tempistica. L'adesione è subordinata al pagamento delle spese legali necessarie alla presentazione del ricorso, che saranno quantificate in seguito, anche in relazione al numero dei partecipanti, ma che non saranno inferiori ai 500,00 euro per ogni aderente.

***

Come mai un termine così breve per aderire alla campagna? Perché le Università italiane - giusto per rendere più difficili le cose agli studenti - hanno la brutta abitudine di pubblicare i bandi per i trasferimenti nei mesi estivi. E' esattamente quello che hanno fatto gli atenei che abbiamo individuato. I termini per presentare ricorso sono molto brevi (60 giorni con ricorso al Tar o 120 giorni con Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica). Ragion per cui è necessario dare una scadenza molto breve per predisporre i documenti in tempo utile. Precisiamo che non abbiamo intenzione di realizzare "mega ricorsi collettivi" per tutelare in maniera più efficace gli aderenti (questo è il motivo per cui la quota di adesione non sarà in nessun caso inferiore ai 500,00 euro).

sabato 1 marzo 2014

Medicina e odontoiatria: per i trasferimenti dall'estero c'è tempo fino al 24 marzo

Costruiamo il domani sta valutando la possibilità di presentare un'iniziativa legale per consentire il trasferimento in Italia (senza superamento del test di ammissione) degli studenti italiani iscritti ai corsi di laurea di "Medicina e chirurgia" ed "Odontoiatria e protesi dentaria" di atenei non italiani (sia europei che non). Per ulteriori informazioni su tempi, costi e modalità di partecipazione è possibile inviare una mail - entro il 24 marzo 2014 - all'indirizzo scriviacid@gmail.com, indicando nome, cognome, facoltà provenieneza, anno di iscrizione, cfu conseguiti e un recapito telefonico.


mercoledì 11 dicembre 2013

Il "numero chiuso" alla Corte europea: riflessioni finali sul caso Tarantino


Il 2 aprile 2013 la Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata sul caso "Tarantino e altri c. Italia".
La sentenza è diventata definitiva il 9 settembre, quando il panel di 5 giudici ha respinto il rinvio alla Grande Camera che avevamo presentato, confermando in questo modo la sentenza. E' tempo di fare un bilancio.

Ottenere un rinvio alla Grand Chamber non era affatto semplice. Il rinvio viene concesso solo in "casi eccezionali". Nella riunione del 9 settembre, per fare un esempio, sono state proposte 19 istanze di rinvio alla Grand Chamber, ma solo una di esse è stata concessa (Rohlena v. the Czech Republic).

Non intendo esprimere un'opinione "di merito" sulla sentenza, perché non mi considero abbastanza autorevole per farlo e perché non ho l'imparzialità necessaria, avendo vissuto in prima persona tutte le fasi processuali. Ma posso dire che questa pronuncia - tanto nella parte scritta dalla maggioranza che nella dissenting opinion del giudice Pinto de Albuquerque - offre spunti di riflessione interessanti sul "diritto all'istruzione" e sui poteri dello Stato nel limitarlo, come dimostra il fatto che è stata selezionata per la pubblicazione.

L'accoglimento del ricorso probabilmente avrebbe costretto il nostro Paese a modificare la legge sul "numero chiuso", magari prendendo spunto da quanto accade in altre Nazioni d'Europa dove esistono meccanismi differenti, grazie anche a un maggiore ruolo delle università private. Il legislatore italiano avrebbe forse dovuto modificare i criteri per l'accesso, che attualmente si basano non solo sulla capacità formativa delle università, ma soprattutto su stime occupazionali. Una delle tesi centrali del ricorso era infatti quella della illogicità di queste stime, in passato già censurate dall'Antitrust e da numerosi Tar (ma non dal Consiglio di Stato che le ritiene legittime).

Il ricorso invece è stato rigettato. Ma questo non significa che l'attuale legge sul "numero chiuso" è destinata a durare per sempre. Il tempo passa e l'ordinamento giuridico muta. Anche in Paesi come la Francia - storicamente favorevoli a questo strumento - cominciano ad affiorare voci contrarie. Dunque la storia del "numero chiuso" è ancora tutta da scrivere. E non mi riferisco solo alla possibilità che la Corte europea in futuro muti il proprio orientamento, ma soprattutto alla possibilità che la questione approdi alla Corte costituzionale... oppure che il Parlamento decida di modificare la legge. Il futuro potrebbe riservare interessanti sorprese.

Vorrei concludere con una considerazione più generale. 
I cittadini che ritengono di essere stati danneggiati da un provvedimento amministrativo fanno bene a rivolgersi all'Autorità giudiziaria, ma non possiamo demandare ai giudici la risoluzione di tutti i problemi della nostra società. Spesso l'ingiustizia lamentata dal cittadino, pur rimanere nel campo del diritto amministrativo, deriva da una legge ingiusta che la Pubblica Amministrazione (anche volendo) non può disapplicare. Una legge ingiusta determina regolamenti amministrativi ingiusti che a loro volta determinano provvedimenti amministrativi ingiusti. Ma le leggi - questo è il punto - non piovono dal cielo! Sono votate dal Parlamento, ossia dai rappresentanti del Popolo italiano. Penso che noi cittadini, prima ancora di rivolgerci ai giudici, dovremmo farci sentire in maniera più decisa dai nostri rappresentanti e chiedere democraticamente l'abrogazione delle leggi che riteniamo contrarie all'interesse generale. Sarebbe bello che non si parlasse di "numero chiuso" solo a settembre, quando si svolgono i test di accesso e fioccano i ricorsi degli esclusi, ma anche dopo. Se questa legge non piace agli Italiani forse occorrerebbe modificarla.

venerdì 15 novembre 2013

Medicina e odontoiatria: Il Tar Abruzzo approva altri tre trasferimenti dall'estero

A luglio l'avevamo detto: la graduatoria dell'Università dell'Aquila per i trasferimenti a Medicina e Odontoiatria era illegittima perché escludeva gli studenti iscritti all'estero. Tre esclusi, studenti italiani in Romania e in Albania iscritti ad anni successivi al primo, si sono rivolti agli esperti di "Costruiamo il domani" per presentare un ricorso al Tar, che è stato accolto. L'Università ha avviato le procedure di trasferimento e a breve potranno frequentare l'ateneo abruzzese, come altri studenti che li hanno preceduti nei mesi passati. Ecco il testo del provvedimento.

venerdì 19 luglio 2013

Università dell'Aquila, al via il ricorso contro la graduatoria dei trasferimenti a Odontoiatria e Medicina. Scadenza il 24 luglio.

Il 18 luglio l'Università dell'Aquila ha pubblicato la graduatoria per i trasferimenti ai corsi di laurea di Medicina e Odontoiatria. Ecco il link: http://www.univaq.it/aol/files/00517522-000-allegato%200.pdf

Anche quest'anno l'Università non ha accolto gli studenti provenienti da atenei stranieri. Riteniamo, alla luce delle vittorie ottenute al Tar Abruzzo, che sia una scelta illegittima (ne abbiamo parlato nei post precedenti). Stiamo organizzando un ricorso collettivo per consentire l'iscrizione degli esclusi. Gli interessati dovranno inviarci un'email con oggetto "ricorso Aquila" il prima possibile, e comunque non oltre il 24 luglio, indicando un loro recapito telefonico e una email. Nelle successive 24 ore riceveranno istruzioni su modalità di partecipazione costi. I documenti richiesti per l'adesione dovranno essere consegnati entro le successive 24 ore, a pena di decadenza.

Al ricorso potranno partecipare solo ed esclusivamente gli studenti che hanno regolarmente presentato domanda di trasferimento all'Aquila e che sono stati esclusi perché provenienti da università non italiane (dunque non per incompletezza della documentazione o perché fuoricorso). Come mai questa fretta? Perché i termini per presentare ricorso stanno per scadere e non possiamo permettere che i ritardi di un ricorrente pregiudichino tutti gli altri.

dott. Giuseppe Lipari
Per adesioni: 

domenica 7 luglio 2013

Nuovo sì del Tar Abruzzo: altri quattro trasferimenti dall'estero

Altri quattro studenti provenienti dalla Spagna potranno frequentare odontoiatria in Italia, precisamente all'Università dell'Aquila. Tre di loro provengono dall'Uem ed il quarto dall'Uax. Si erano rivolti a "Costruiamo il domani" a fine 2012 per chiedere il trasferimento. In un primo momento l'Università aveva respinto la richiesta. Poi il ricorso al Tar. Infine - e siamo ai primi di luglio - l'iscrizione a seguito di ordinanza cautelare del Tar (Tar Abruzzo, Aquila, I , ordinanza n. 30 del 2013). I giudici hanno sospeso i provvedimenti e ordinato di procedere col riconoscimento considerando che i dinieghi apparivano "prima facie irragionevoli con riferimento all'effetto della mancata copertura dei posti vacanti, e limitatamente a detti posti, in favore di soggetti comunque qualificati dalla pregressa carriera universitaria, ove riconoscibile all’esito di specifica valutazione della stessa".

Con quest'ordinanza il Tar ha ribadito il suo orientamento espresso in un altro caso presentato da "Costruiamo il domani" nel 2011 (Tar Abruzzo, I, sentenza n. 840 del 2012).

martedì 2 aprile 2013

Numero chiuso: ultimo atto

Un'importante agenzia stampa italiane e i siti web di alcuni quotidiani italiani hanno annunciato che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto il ricorso sul "numero chiuso". Fino a quando la Corte non pubblicherà i provvedimenti non aggiungerò alcun commento. Aspetto una conferma ufficiale e - soprattutto - le motivazioni del provvedimento.

sabato 30 marzo 2013

"Numero chiuso" all'università, il 2 aprile la sentenza della Corte europea

Il 2 aprile 2013, alle 10.00 ora di Parigi, la Corte europea dei diritti dell'Uomo (www.echr.coe.int) pubblicherà sul suo sito la sentenza del ricorso che ho presentato nel 2009 a nome di alcuni studenti italiani contro la legge sul "numero chiuso" nelle università. Ne abbiamo parlato tanto in questo blog.

Adesso è arrivato il momento della decisione. Se il ricorso sarà accolto l'intero sistema di accesso dovrà essere modificato. Sarebbe, senza esagerare, una rivoluzione. Se sarà respinto, al contrario, tutto rimarrà come prima. Il destino del "numero chiuso" dunque è nelle mani dei giudici di Strasburgo. Aspettiamo con impazienza il verdetto ;-)

Commenterò il risultato in diretta su Twitter.

I ricorrenti e tutti gli altri possono contattarmi vai email:


Vi allego un link al comunicato stampa della Corte. In basso una mia traduzione.

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng-press/pages/search.aspx?i=003-4305846-5149880


* * *

[...]

Tarantino e altri contro l'Italia (ricorsi nn. 25851/09, 29284/09 e 64090/09)

I ricorrenti sono otto cittadini italiani, nati tra il 1966 e il 1988. Nel 2007 e nel 2009, rispettivamente, hanno fallito l'esame di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria in Italia. Invocando l'articolo 2 del Protocollo n ° 1 della Cedu (diritto all'istruzione), essi sostengono, in particolare, che gli obiettivi perseguiti dalla normativa italiana che limita l'accesso alle università non sono legittimi e che la misura che è stata imposta ai ricorrenti era sproporzionata. Per quanto riguarda l'articolo 6 § 1 della Cedu (diritto ad un processo equo), una ricorrente ha inoltre lamentato che i giudici italiani non hanno disposto il rinvio dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea di una questione pregiudiziale. Infine, sette ricorrenti hanno dichiarato di essere vittime di una violazione dell'articolo 14 della Cedu (divieto di discriminazione) lamentando che gli studenti più giovani hanno più opportunità per superare le prove di ammissione.

venerdì 28 dicembre 2012

Nuova vittoria: quattro riconoscimenti in un colpo solo

Quattro riconoscimenti per altrettanti italiani che si sono laureati in odontoiatria e in medicina in Romania. E' successo a dicembre. Un medico (la dottoressa C.B. dalla Campania) e due odontoiatri (i dottori R.A. dalla Sicilia e M.M. dall'Emilia Romagna), tutti laureati a Oradea, hanno finalmente ottenuto il riconoscimento del loro titolo professionale. 

Se per i due odontoiatri la procedura è stata più semplice - Costruiamo il domani si è occupato solo di presentare la documentazione - per il medico la vicenda è stata molto più complessa, in quanto i funzionari del Ministero della Salute avevano riscontrato alcune presunte irregolarità nel percorso formativo ed emesso un preavviso di diniego.Ossia un provvedimento in cui l'Amministrazione comunica al cittadino l'intenzione di emanare un provvedimento negativo ma gli da anche la possibilità di fornire nuovi elementi a proprio favore. Costruiamo il domani ha inviato una memoria in cui spiegava l'illegittimità della decisione. L'Amministrazione, resasi conto del proprio errore, ha emesso il riconoscimento.

Esito positivo anche per il dottore R.P., pure lui campano, laureato però all'Università Vasile Goldis di Arad, sempre in Romania. Avevamo parlato del caso nel post precedente. La sua causa doveva essere discussa il 4 dicembre davanti al Tar Lazio, ma pochi giorni prima dell'udienza il Ministero ha emanato un provvedimento di sospensione del riconoscimento, giustificandolo con la necessità di ottenere chiarimenti dalle autorità diplomatiche rumene. Abbiamo impugnato anche questa comunicazione, perché le autorità di quel Paese si erano già pronunciate sulla validità dell laurea e il rinvio ci sembrava incomprensibile. L'ennesimo ritardo nel riconoscimento ci ha spinto a chiedere il danno da "mancato guadagno" derivante dall'impossibilità di esercitare la professione odontoiatrica in Italia. Pochi giorni dopo il Ministero ha riconosciuto il titolo. La causa comunque prosegue: il 16 gennaio 2013 il Tar si pronuncerà sulla richiesta risarcitoria. Il riconoscimento, in base alla normativa vigente, deve avvenire entro 3 mesi, mentre nel caso del ricorrente c'è voluto il doppio del tempo.

Vi terremo aggiornati, come al solito. 

martedì 30 ottobre 2012

E se il riconoscimento non viene in tempo... il Ministero della salute sfida i cittadini

Settimane calde per il Ministero della Salute.

Tre italiani, stanchi di aspettare il riconoscimento della laurea in odontoiatria conseguita in Romania, hanno presentato ricorso al Tar Lazio. Due di queste cause saranno discusse a novembre e la terza a inizio dicembre (quest'ultima è stata curata da COSTRUIAMO IL DOMANI).

Il Ministero ha già perso una prima volta nei confronti di COSTRUIAMO IL DOMANI ed è stato costretto a pagarci le spese di giudizio. La direttiva 2005/36/CE è chiara: il riconoscimento della laurea in odontoiatria conseguita in Europa deve avvenire entro 3 mesi. Questa tempistica viene rispettata quando a chiedere il riconoscimento è un rumeno, mentre quando è un italiano le cose si complicano enormemente. Iniziano ritardi eterni.

In pratica, in questi ultimi mesi, parecchi cittadini si sono visti recapitare una lettera nella quale, dopo un'ampia premessa su presunti episodi di lauree illegittime conseguite da italiani in Romania, il Ministero della Salute diceva di voler ottenere chiarimenti dalle autorità di quel Paese, al fine di separare gli studenti che hanno conseguito lecitamente la laurea da tutti gli altri.

A nostro avviso una simile condotta è illegittima, perché di fatto vanifica la direttiva 2005/36/CE, attribuendo al Ministero il potere di dilatare enormemente i tempi del riconoscimento e in alcuni casi di bloccarlo. Infatti, se l'autorità che ha rilasciato la laurea per un qualsiasi motivo non risponde, il riconoscimento non arriverà mai. La laurea, se accompagnata dai documenti che ne attestano l'autenticità, va riconosciuta senza tergiversare.

Vi terremo informati su questi casi. 

Un'ultima raccomandazione: non cedete agli atteggiamenti ostruzionistici della Pubblica Amministrazione. La via migliore per superare le difficoltà è rivolgersi a esperto e presentare un ricorso al Tar. Il cittadino a volte preferisce evitare il confronto giudiziario nella infondata convinzione che l'Amministrazione, se messa alle strette con un ricorso, potrebbe ostacolare la pratica o rallentarla.

Nulla di più falso!

sabato 13 ottobre 2012

Riconoscimento della laurea in odontoiatria conseguita in Spagna: alcuni chiarimenti sulle "misure compensative"

Abbiamo ricevuto parecchie email da studenti iscritti in università spagnole.

Chiedono informazioni sul riconoscimento della laurea in odontoiatria conseguita in quella nazione (grado en odontologia) e se la diversa durata rispetto all'Italia, o il fatto che di recente la laurea spagnola abbia cambiato denominazione (da licenciado en odontologia a grado en odotologia) possano creare problemi al riconoscimento, tenendo conto che la direttiva 2005/36/CE menziona ancora la "vecchia" laurea e non la nuova.

Alcuni invocano un regolamento ministeriale del 2012 che, a loro dire, consentirebbe al Ministero della salute di imporre "misure compensative" se la durata del titolo conseguito in Europea è inferiore a quello conseguito in Italia. Ricordiamo che odontoiatria in Italia dura 6 anni mentre in Spagna 5.

Ci troviamo di fronte a una serie esponenziale di equivoci. Bisogna ribadire che:

1) Le misure compensative non si applicano ai titoli professionali conseguiti in Europa e compresi nella direttiva 2005/36/CE (dunque il titolo professionale di medico o di odontoiatra - o anche solo la laurea in medicina o in odontoiatria se essa è abilitante - vanno riconosciuti automaticamente in Italia). Le misure compensative, come spiegato anche nel dlgs. n. 206 del 2007 che recepisce la direttiva 2005/36/CE, si applicano solo quando non operano le norme, ben più favorevoli, dettate dalla direttiva 2005/36/CE;
2) Il fatto che la laurea in Italia abbia una maggiore durata non è influente;
3) Il fatto che la laurea spagnola abbia cambiato nome, visto che il contenuto è rimasto pressoché lo stesso, non è influente;

Per avvalorare ancor di più queste affermazioni abbiamo sottoposto agli esperti dell'Unione europea il caso di una studentessa italiana iscritta al primo anno di odontoiatria in Spagna. Il tutto a titolo gratuito.


Ecco cosa hanno risposto:


Egregio signore/Gentile signora,

le inviamo la risposta alla sua domanda. Le ricordiamo che le risposte di La tua Europa - Consulenza sono formulate da esperti indipendenti e non possono essere considerate come una presa di posizione della Commissione europea, di una qualsiasi altra istituzione dell'UE o del suo personale, né tantomeno sono vincolanti per la Commissione europea o qualsiasi altra istituzione dell'UE o nazionale.

Gentile Federica,
Grazie per aver contattato il Servizio di Consulenza "La tua Europa"!

Se la sua qualifica di dentista "GRADO EN ODONTOLOGIA" che otterrà in Spagna ha solo cambiato denominazione, ma in sostanza e rimasta la stessa (quindi soddisfa i requisiti minimi di formazione previsti per la precedente qualifica "LICENCIADO EN ODONTOLOGIA"), allora a Lei servirà farsi rilasciare in Spagna un documento denominato “Certificato di variazione di denominazione” (in spagnolo “Certificado de cambio de denominación”). Il Certificato di variazione di denominazione serve nell’ipotesi in cui la denominazione della qualifica per cui si applica il sistema automatico di riconoscimento non coincide più con quella riportata nell’allegato V corrispondente della Direttiva 2005/36/CE.

Comunque, Spagna dovrebbe notificare alla Commissione Europea il cambio di denominazione del diploma; siamo sicuri che fino al 2017 (quando Lei dovrebbe qualificarsi come dentista in Spagna) tale modifica sarà già stata attuata. Consigliamo di controllare di tanto in tanto il sito web della Commissione dedicato al riconoscimento della professione di dentista (dove viene aggiornata anche la lista con i diplomi rilasciati nei Stati membri UE), link: http://ec.europa.eu/internal_market/qualifications/directive_in_practice/dentists_en.htm

La nuova denominazione non può impedire il riconoscimento automatico della qualifica spagnola di dentista in Italia; si tratta di una professione i cui requisiti minimi di formazione sono stati armonizzati a livello comunitario e quindi la qualifica rientra nel regime di riconoscimento automatico dei diplomi. Ciò implica che l’autorità competente dello Stato membro ospitante (Italia, nel suo caso) non può controllare la formazione e, pertanto, non può richiedere documenti che specifichino il contenuto della formazione acquisita e non può imporre misure compensative.

Quindi Lei può stare tranquilla, basterà ottenere dalla Spagna (se la modifica non dovesse essere ancora stata attuata anche nell’allegato V della direttiva) il Certificato di variazione di denominazione, insieme al Certificato di Conformità con la Direttiva 2005/36/CE.

Può trovare maggiori dettagli sul sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali al seguente link: http://europa.eu/legislation_summaries/internal_market/living_and_working_in_the_internal_market/c11065_it.htm

Speriamo che queste informazioni le possano essere utili; per qualsiasi altro chiarimento non esiti a rivolgersi nuovamente al nostro Servizio.

Distinti saluti,
Il Servizio di Consulenza "La tua Europa"!

martedì 9 ottobre 2012

Trasferimento studenti di odontoiatria e medicina in Italia, al via il ricorso all'Aquila

L'università dell'Aquila ogni anno pubblica un bando con cui consente agli studenti iscritti in altri atenei di ottenere il trasferimento. I posti messi in palio, molto spesso, restano vacanti per mancanza di richieste. Quest'anno 6 studenti provenienti da altri atenei europei si sono rivolti a "Costruiamo il domani" e hanno presentato un'istanza di trasferimento. Studiano odontoiatria o medicina.

L'università ha negato il trasferimento sostenendo che quei posti possono essere assegnati solamente a studenti che hanno superato il test di ammissione in Italia. Ma ne siamo proprio sicuri? La legge sul "numero chiuso" (n. 264/99) in realtà non dice nulla di tutto ciò. Il test di ammissione è previsto solo per l'iscrizione al primo anno. Nulla viene detto sui trasferimenti ad anni successivi al primo.

Il resto della storia è prevedibile.
I ricorrenti, assistiti da "Costruiamo il domani", hanno notificato un ricorso all'Università e tra pochi giorni lo depositeranno al Tar Abruzzo. L'interesse dello Stato è quello di assegnare TUTTI i posti vacanti a chi ne ha fatto richiesta e in questo caso ciò non è avvenuto.Questi posti, se non saranno assegnati ai ricorrenti, andranno persi. In passato il Tar Abruzzo ha difeso la tesi dell'integrale assegnazione dei posti. Ci auguriamo che questo lungimirante orientamento sia confermato ancora una volta. Vi terremo informati sugli sviluppi.

Odontoiatria e Medicina: l'eterna lotta tra chi chiede di poter studiare in Italia e chi glielo vuole impedire a tutti i costi. Quella di oggi è l'ennesima puntata. Perdonate questo sfogo così polemico, ma francamente mi infastidisce vedere come le università italiane, ogni volta che si trovano a dover interpretare una norma, lo fanno sempre nel modo più sfavorevole allo studente.

sabato 6 ottobre 2012

Il riconoscimento del titolo di odontoiatra conseguito in Romania: al Tar l'ultima parola

La storia si ripete, ancora una volta. 

Il riconoscimento del titolo di odontoiatria dovrebbe essere  automatico, ma per il Ministero della Salute le cose non stanno esattamente così. Infatti, sebbene la legge preveda che il riconoscimento venga effettuato entro tre mesi, sembra che il Ministero non riesca quasi mai a ultimare la pratica entro questo termine. Il più delle volte il richiedente si vede recapitare una lettera in cui il Ministero informa di dover effettuare indagini presso l'autorità che ha emanato il titolo. 

A quel punto la pratica si blocca per mesi. In alcuni casi anni. Tutto ciò è legittimo? Riteniamo di no.

Il caso odierno è simile a molti altri. 

R.P. si è laureato in odontoiatria, ad Arad, in Romania. Ha chiesto il riconoscimento del titolo in Italia. Documentazione in regola: ha depositato anche il certificato di conformità rilasciato da Bucarest. 

Ma il Ministero della Salute non ha accolto il riconoscimento nel termine di tre mesi. A quel punto il ricorrente si è rivolto a "Costruiamo il domani" che ha presentato un ricorso al Tar Lazio. Il giudice ha già fissato l'udienza. Tra qualche settimana avremo l'esito del ricorso e non mancheremo di pubblicizzarlo.

Se credete di aver subìto un'ingiustizia non restate con le mani in mano ma rivolgetevi a un'associazione o a un bravo amministrativista. L'inerzia, in questi casi, non paga mai.

A presto

mercoledì 1 agosto 2012

Ricorso per il trasferimento in Italia di chi studia medicina ed odontoiatria in Europa: le modalità di partecipazione

"Costruiamo il domani" sta organizzando un ricorso collettivo al Tar per gli studenti iscritti a medicina e odontoiatria nelle università europee. Centinaia di studenti italiani studiano in nazioni dell'unione europea. La maggior parte in Spagna (ad esempio all'Uem) o in Romania (Oradea, Titu Maiorescu, ecc. ecc.). Riteniamo che gli studenti iscritti in una università europea abbia il diritto di ottenere il trasferimento in Italia (con convalida delle materie) senza dover sostenere il test di ammissione in Italia.

I giudici del Tar, in passato, ci hanno dato ragione. E' opportuno sfruttare questo momento favorevole e rivolgersi nuovamente alla magistratura.

Per questo motivo, insieme ai nostri esperti e ai nostri legali, stiamo organizzando alcuni ricorsi collettivi  (massimo 4-5 persone) da presentare in atenei dell'Italia centrale e settentrionale. Le modalità di partecipazione sono le seguenti: il cittadino verserà solo una quota di partecipazione per le "spese vive" del ricorso (spese di notificazione, contributo unificato, domiciliazione presso il Tar...). Pagherete l'onorario degli esperti (ossia la loro retribuzione) solo dopo la vittoria. Dunque, se il ricorso verrà accolto, verserete l'onorario a chi ha seguito la pratica, in caso contrario non lo farete.

Requisiti di partecipazione

Essere regolarmente iscritti (almeno al secondo anno) a una università europea ed aver sostenuto almeno 3 materie (meglio se quattro). Se la vostra matricola è stata congelata dovete provvedere a riattivarla immediatamente e farvi inviare - via fax o email - un certificato di iscrizione. Se non siete regolarmente iscritti non potete aderire al ricorso.

Modalità di partecipazione

Gli interessati dovranno inviare un'email all'indirizzo sottostante specificando nell'oggetto "RICORSO TRASFERIMENTI ESTERO" entro il 10 agosto 2012. Oltre questa data ci riserviamo di non accettare altri ricorrenti. Riceverete via email la documentazione da firmare (lettera d'incarico, procura...) e restituirla via posta.

La quota di partecipazione equivale alle sole spese del ricorso (1.000 euro a ricorrente). La cifra dovrà essere spedita con bonifico bancario entro l'11 agosto ed entro quella data dovrete inviare via email la ricevuta del bonifico. Per ovvie ragioni (la scarsità dei posti a disposizione e la scadenza del termine per chiedere il trasferimento) ci riserviamo di accogliere solo i primi studenti che avranno versato la quota.

Tempistica

Contiamo di ottenere un provvedimento favorevole del Tar entro il mese di ottobre-novembre 2012.

Ulteriori informazioni

I tempi di partecipazione sono molto ristretti e iniziative di questo genere presuppongono un reciproco rapporto di fiducia. Le nostre iniziative (categoria "iniziative e risultati" del blog) dimostrano chiaramente che conosciamo l'argomento e che facciamo sul serio. Se vi fidate di noi e dei nostri esperti, bene. In caso contrario rivolgetevi a qualcun altro. Contattateci, preferibilmente via email, solo se avete un interesse "concreto e attuale". Astenersi perditempo.



martedì 31 luglio 2012

Partono i ricorsi al Tar per il trasferimento in Italia di chi studia Medicina e Odontoiatria in Europa: a breve altre notizie

Medicina e Odontoiatria: al via il ricorso di "Costruiamo il domani" per ottenere il trasferimento dall'estero in Italia. Costruiamo il domani organizza un ricorso al Tar destinato a tutti gli studenti di medicina e odontoiatria iscritti in università europee (almeno al secondo anno) che desiderano trasferirsi in Italia.

I partecipanti pagheranno solo una quota iniziale per le "spese vive". In caso di vittoria (e solo in quel caso) saranno chiamati a versare l'onorario completo del ricorso. Se il ricorso sarà respinto, invece, non ci saranno ulteriori spese. E' la migliore dimostrazione che crediamo in questo ricorso e che intendiamo dare a tutti la possibilità di partecipare.

Entro domani daremo ulteriori dettagli. Chi ci ha già contattato via email nei mesi passati verrà ricontattato entro 48 ore. Se non ricevete nostre notizie, siete pregati di contattarci voi. Il ricorso sarà redatto dagli esperti e dagli avvocati di "Costruiamo il domani".

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Abbiamo predisposto le modalità di adesione. Per aderire c'è tempo fino al 10 agosto.
http://costruiamoildomani.blogspot.it/2012/08/ricorso-per-il-trasferimento-in-italia.html

martedì 17 luglio 2012

Riconoscimento titolo di odontoiatra conseguito in Romania, il ministero perde la causa e risarcisce il ricorrente

Vicenda nota. Un cittadino italiano aveva chiesto al Ministero della Salute il riconoscimento della qualifica professionale di odontoiatra conseguita all'università statale di Oradea, in Romania. Dopo parecchi mesi aveva ricevuto un diniego, a dire il vero con motivazioni poco convincenti.

Il cittadino si rivolgeva a "Costruiamo il domani" e presentava ricorso al Tar Lazio.

Il Ministero, pochi giorni dopo aver ricevuto il ricorso, accoglieva il riconoscimento. Ma la causa al Tar ovviamente proseguiva. I giudici, informati dal ricorrente della "cessata materia del contendere" (ossia del fatto che il riconoscimento era stato accolto), condannavano il Ministero a pagare 1.000 euro al ricorrente.

Questa sentenza è una risposta a quanti pensano che di fronte all'inerzia della Pubblica Amministrazione l'unica alternativa sia cercare una scorciatoia. Le scorciatoie sono moralmente inaccettabili e soprattutto inutili. Siete convinti di aver subito un'ingiustizia? Trovatevi un buon consulente legale ed esponete il problema. Si fa prima. Se ci sono i presupposti, ricorrete al Tar. E' più semplice. Il problema, dal mio punto di vista, è che spesso il cittadino rinuncia a rivolgersi al Tar per paura di una eventuale sconfitta. Pensa a quello che potrebbe perdere in caso di rigetto (costi del ricorso) e non ha quello che ha già perso (il diniego del diritto). Il cliente vorrebbe sentirsi inoltre dire che la sua causa sarà sicuramente vinta. Atteggiamento sbagliato. Intanto perché le cause vinte in partenza, salvo casi eccezionali, non esistono.E poi perché ci sono casi in cui, nonostante la possibilità di vittoria non sia elevatissima (diciamo intorno al 50%), conviene comunque fare ricorso perché la posta in gioco è talmente alta che vale la pena rischiare. 

Invece mi è capitato di tanti cittadini che - di fronte a cause in cui la possibilità di vincere era molto superiore - si sono tirati indietro perché avrebbero voluto avere la certezza assoluta. Un atteggiamento del genere è da perdenti.

Il ricorrente odierno, decidendo di presentare ricorso, ha certamente corso un rischio perchè avrebbe potuto perdere ma ha vinto: è stato premiato per la sua perseveranza. Ha ottenuto in tempi record il riconoscimento che gli spettava e in più 1.000 euro di risarcimento. Il messaggio è il seguente: se avete un problema, non restate con le mani in mano, contattate un'associazione dei consumatori o un buon avvocato. Non sperate che l'Amministrazione si ravveda e non temiate che un vostro ricorso possa indisporla. Di fronte a un diniego esiste solo una via: il ricorso al giudice.

Tar Lazio, Roma, III quater, 12 luglio 2012, n. 6349

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Per ulteriori informazioni, potete contattarmi via email al seguente indirizzo:

lunedì 18 giugno 2012

Riconoscimento del titolo di odontoiatra conseguito fuori dall'Ue: Costruiamo il domani ricorre al Tar Lazio

Nuova sfida per Costruiamo il domani. Per la seconda volta siamo costretti a rivolgerci al Tar Lazio. Abbiamo notificato il ricorso di un cittadino italiano che intende ottenere la convalida del titolo di odontoiatra conseguito fuori dall'Unione europea. Il ricorrente aveva presentato la documentazione per il riconoscimento nel 2011. Da allora, a parte una breve lettera in cui il Ministero della Salute diceva di voler effettuare alcune verifiche, nessuna risposta. Silenzio assoluto. Nè un accoglimento, nè un diniego. Riteniamo che quest'inerzia sia ingiustificata e che il professionista, alla luce della sua laurea e della sua esperienza professionale conseguita all'estero, meriti la convalida del titolo di odontoiatra. Per questo abbiamo deciso di notificare un ricorso. Nei prossimi giorni lo depositeremo. Vi terremo informati sulla vicenda.

giovedì 31 maggio 2012

La legge sul prezzo dei libri viola il diritto comunitario. "Costruiamo il domani” scrive alla Commissione


La legge italiana sul prezzo dei libri discrimina Amazon e le altre imprese europee che operano nel settore. “Costruiamo il domani” ha inviato una segnalazione alla Commissione europea in cui chiede di avviare un'indagine per stabilire se la normativa contrasta col diritto comunitario.

La “legge Levi” (n. 128 del 2011) vieta gli sconti superiori al 15% del prezzo di copertina e impone pesanti limitazioni alle promozioni (divieto di effettuarle nel mesi di dicembre, durata massima di un mese, sconto massimo del 25%, facoltà dei rivenditori di non aderire...). E' stata approvata all'unanimità, un evento straordinario che evidenzia la bravura dei lobbisti. Tutti i partiti hanno votato a favore della legge, compresi Lega e Italia dei Valori.

La legge Levi, a nostro avviso, è una legge iniqua perché irrigidisce il settore sostenendo che una “eccessiva” concorrenza potrebbe danneggiare il mercato. Le Camere hanno approvato una norma che avvantaggia i pochi (le piccole librerie indipendenti) per danneggiare i molti (ossia i consumatori). E' a causa di leggi come questa che l'Italia cresce meno delle altre nazioni. Provvedimenti del genere sono un regalo alle imprese meno competitive a un danno per quelle più dinamiche. Livellano il mercato. Bloccano l'innovazione. Impediscono agli editori di sperimentare nuove strategia commerciali. Ma perché non lasciare che siano i consumatori a scegliere il modello di business vincente?

Non intendiamo convincere della dannosità della legge Levi, c'è parecchia gente su internet pronta a giurare il contrario, con argomentazioni più o meno discutibili ma basate invariabilmente sul punto di vista degli operatori, non dei consumatori. Non siamo contrari al fatto che un editore possa imporre ai rivenditori il prezzo minimo di vendita. Simili restrizioni, se frutto di un libero accordo tra le parti, possono avere effetti positivi. Il fratto è che in questo caso le limitazioni vengono praticamente imposte ex lege nei confronti di tutti gli operatori. Anche di quelli che ne avrebbero volentieri fatto a meno: inaccettabile.

I parlamentari hanno giustificato il provvedimento con la necessità di limitare lo “strapotere” di Amazon e della grande distribuzione. Lo hanno affermato nei lavori parlamentari e ribadito ai giornalisti, tanto che la norma è stata ben presto soprannominata “legge anti Amazon”. Queste incaute dichiarazioni basterebbero da sole a concludere che la legge è contraria al diritto comunitario, dal momento che Amazon e le grandi catene di distribuzione che operano nel settore dei libri hanno sede legale in altre nazioni europee e che dunque godono della protezione del Trattato.

Tuttavia, se ciò non bastasse, esistono alcune sentenze della Corte di Giustizia in base alle quali le leggi che limitano gli sconti sono state dichiarate illegittime se avevno come effetto quello di impedire alle imprese di un Paese membro di attuare una politica dei prezzi aggressiva con cui penetrare su un nuovo mercato. Amazon, al momento dell'entrata in vigore della legge Levi, aveva aperto da pochi mesi la succursale italiana e utilizzava sconti superiori 25% per attirare nuovi clienti. Ci stava riuscendo. L'approvazione della legge Levi ha impedito questa strategia: Amazon ha dovuto rinunciare agli sconti e il suo vantaggio competitivo si è ridotto. Ma i veri sconfitti sono i lettori italiani che hanno perso l'occasione di fare acquisti a buon mercato.