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giovedì 12 giugno 2008

Petizione contro i posteggiatori abusivi

Gli amici di Palermo Blogolandia hanno lanciato un'iniziativa che per questioni di tempo possiamo pubblicizzare soltanto adesso: una petizione contro i posteggiatori abusivi, una delle piaghe sociali della nostra città.

Scopo dell'iniziativa è invitare il sindaco Diego Cammarata ad impegnarsi per eliminare una delle metodologie di controllo del territorio da parte dei clan mafiosi.

Pertanto vi esortiamo a firmare la petizione online e far sentire la vostra voce.

Grazie dell'aiuto!

martedì 3 giugno 2008

Tecnosistemi di Carini: quale futuro per i lavoratori?

Lunedì 26 maggio 2008 presso la terza sezione collegiale penale di Milano presieduta dal dott. Montingelli si è svolta l’ennesima udienza del processo contro Mario Mutti, dominus della Tecnosistemi, imputato per bancarotta fraudolenta.

La Tecnosistemi, azienda presente sul territorio nazionale, è stata dichiarata insolvente dal Tribunale di Milano il 30 settembre 2003 e dal 22 dicembre 2003 è in amministrazione straordinaria. Dal 21 ottobre 2003 i lavoratori non possono più varcare i cancelli della fabbrica perché sono stati messi in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. Dal 22 marzo 2007 la Tecnosistemi in amministrazione straordinaria ha posto in mobilità fino al raggiungimento della pensione circa 70 lavoratori nello stabilimento di Carini. Gli altri, circa 30, sono stati posti in Cassa Integrazione Guadagni in deroga fino a dicembre 2008.

I lavoratori dell’azienda di Carini si sono costituiti parte civile in questo processo nell’udienza del 16 gennaio scorso ottenendo così un primo riconoscimento utile a soddisfare il desiderio di giustizia che si spera possa essere reso completo con la condanna di Mutti e con il riconoscimento del danno procurato ai lavoratori della stabilimento di Carini. Una giustizia sino ad oggi negata dalle istituzioni regionali e nazionali incapaci di dare risposte a chi chiedeva, attraverso le varie manifestazioni di protesta per le città di Palermo e Carini, di avere garantito il proprio diritto al lavoro, un diritto che se viene a mancare ti toglie dignità e crea seri problemi di sopravvivenza.

Nell’udienza del 30 gennaio 2008 ha deposto la dottoressa Chiaruttini, una dei tre attuali commissari straordinari che ha testimoniato che la Tecnosistemi già verso la fine del 2000, circa un anno prima che acquisisse il ramo d’azienda dei Sistemi di Energia da Italtel, aveva perso tutto il capitale sociale, ed erano evidenti i segnali di tensione finanziaria verso la fine del 2001. Ha inoltre utilizzato una definizione per spiegare l’attività imprenditoriale della Tecnosistemi: era una discarica occupazionale. Quindi, per venire incontro alle richieste di Italtel che aveva bisogno di disfarsi di 145 lavoratori, Tecnosistemi, nonostante era chiaro a tutti che fosse in forte sofferenza, non ha esitato a prendersi in pancia il ramo dei Sistemi di Energia. All’epoca di questi fatti, Giovanni Barbieri era contemporaneamente consigliere di Tecnosistemi stessa e Amministratore Delegato di Italtel. Nell’udienza dello scorso 12 maggio Pino Martinez, uno dei lavoratori della Tecnosistemi, è stato citato come teste del Pubblico Ministero ed ha messo in rilievo che sin dal primo giorno dell’acquisizione dei Sistemi di Energia è stato chiaro che le ditte fornitrici di componenti e materiali non volevano avere a che fare con Tecnosistemi in quanto non pagava e pertanto fu concordato di acquisire la merce tramite Italtel che si prestò a questo gioco.

Lunedì 26 maggio 21 lavoratori della Tecnosistemi hanno deposto nel processo contro Mutti. Assistiti dagli avvocati Piergiorgio Weiss e Ettore Zanoni hanno raccontato al Presidente della Terza sezione collegiale penale del Tribunale di Milano la loro sfortunata vicenda lavorativa e le difficoltà in termini economici e di salute che molti di loro stanno vivendo. Oltre duecento euro è costato il viaggio aereo pagato di tasca loro. Un sacrificio necessario, con la speranza di ottenere giustizia, apprezzato dal Presidente Montingelli e dai Pubblici Ministeri oltre che dagli stessi avvocati di parte civile.. Il prossimo 30 giugno un’altra ventina di lavoratori a spese proprie si recheranno al Tribunale di Milano per testimoniare contro Mutti. Certo, è un processo non facile dove si ha a che fare con un personaggio potente. Nella vicenda Tecnosistemi compaiono figure che insieme a Mutti facevano parte dei consigli di amministrazione di aziende come Parmalat e Cirio anch’esse portate al crack. In un articolo pubblicato da Economy si dice che l'intero apparato delle società brasiliane, Tecnosistemi compresa, sarebbe servito a distrarre somme di denaro.

La vicenda dei lavoratori della Tecnosistemi, ma anche della Parmalat e Cirio, ci fa scoprire quella parte dell’imprenditoria fatta di uomini senza scrupoli che usano le aziende, che sono un bene della società, per distrarre ingenti somme a fini esclusivamente personali e in queste operazioni illecite le organizzazioni criminali possono trovare i loro interessi. La mattina ci si alza per andare a lavorare senza accorgerci che probabilmente siamo oggetto di uno sporco gioco tramato da pochi uomini senza scrupoli che non esiteranno a lasciare senza lavoro e quindi a distruggere la dignità e la vita di tanta gente onesta.
Giuseppe Martinez

lunedì 21 gennaio 2008

Solidarietà ai lavoratori della Tecnosistemi di Carini

Il Comitato solidarizza con i lavoratori della Tecnositemi di Carini, che hanno perso il proprio posto a causa del comportamento irresponsabile di "persone senza scrupoli" e della "mancanza di volontà" di rilanciare un'azienda che, a dire dei dipendenti in mobilità, rappresentava una delle poche realtà a livello nazionale nel campo della ricerca e dello sviluppo dell’elettronica di potenza, che aveva prodotto brevetti internazionali, partecipazioni ad eventi del settore e collaborazioni con l’Università.

Che ne sarà di queste persone? Difficile dirlo.

Trovare lavoro in Sicilia è difficilissimo, chi può cerca fortuna altrove, chi invece ha la responsabilità di una famiglia è costretto a restare qui ed a scontrarsi con la dura realtà del clientelismo spicciolo e dell'ingiustizia sociale.

Vicende come questa fanno riflettere... perciò vi esortiamo a leggere l'articolo scritto da uno degli interessati, Giuseppe Martinez, che ci ha chiesto di far conoscere la vicenda all'opinione pubblica.


Tecnosistemi: I lavoratori dello stabilimento di Carini (ex Italtel) in amministrazione straordinaria si costituiscono “parte civile”

Accolta la richiesta di costituzione di “parte civile” presentata dai lavoratori della Tecnosistemi di Carini in amministrazione straordinaria nel processo penale contro l’imprenditore Mario Mutti.

L’udienza ha avuto luogo mercoledì 16 gennaio ed è cominciata alle ore 9,30 presso la terza sezione collegiale penale del Tribunale di Milano. Davanti ai giudici, che dopo due ore di camera di consiglio hanno deciso di accogliere la costituzione di parte civile dei lavoratori della Tecnosistemi dello stabilimento di Carini (ex Italtel), erano presenti i Pubblici Ministeri Laura Pedio e Luigi Orsi; inoltre Mario Mutti imputato per bancarotta fraudolenta assistito dall’avvocato Alessandro Dedoni; l’avvocato dei tre amministratori straordinari dell’azienda la cui sede centrale è a Milano; in rappresentanza dei lavoratori che erano in forza nello stabilimento di Carini Pino Martinez che si è presentato all’udienza assistito dagli avvocati Ettore Zanoni e Piergiorgio Weiss del foro di Milano.

Mario Mutti è sotto accusa in questo processo perché, nella qualità di socio di maggioranza nonché dominus della Tecnosistemi Spa, dichiarata insolvente il 30 settembre 2003 dal Tribunale di Milano ai sensi dell’art. 3 D.Lgs 270/99 e in amministrazione straordinaria dal dicembre dello stesso anno, dissipava il patrimonio sociale, cagionava il dissesto della società e comunque per effetto di dolose operazioni e, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, teneva i libri sociali e le scritture contabili in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e degli affari.

Dal 21 ottobre 2003 i lavoratori della Tecnosistemi di Carini non possono più varcare i cancelli della fabbrica perché sono stati messi in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. Dal 22 marzo 2007 i Commissari Straordinari hanno posto i lavoratori della Tecnosistemi S.p.A. in mobilità fino al raggiungimento della pensione, di questi circa 70 nello stabilimento di Carini. Altri sono stati messi in Cassa Integrazione Guadagni in deroga, di cui circa 30 nello stabilimento di Carini.

Le trattative condotte in questi anni al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico non hanno sortito alcun risultato dimostrando l’incapacità, o forse sarebbe meglio dire la mancanza di volontà, della presidenza della Regione Siciliana, del Governo Nazionale e del sindacato di rilanciare l’azienda carinese che rappresentava una delle poche realtà a livello nazionale nel campo della ricerca e sviluppo dell’elettronica di potenza e che aveva prodotto brevetti internazionali, partecipazioni ad eventi del settore e collaborazioni con l’Università.

La crisi che stanno attraversando questi lavoratori costretti a vivere con l’esiguo assegno percepito dall’INPS senza tredicesima mensilità, ha creato in alcuni di loro situazioni di sofferenza, in qualche caso anche gravi, dovuta allo stress subito a causa della perdita del lavoro. Trovare il lavoro in Sicilia è difficile e per questo molti giovani sono costretti ad emigrare e in qualche caso è quanto avvenuto nel gruppo di questi lavoratori, ma per il resto quale sarà il loro destino? Si deve pure campare! Se poi il lavoro si perde a 50 anni, si può solo immaginare di essere avviati verso un pensionamento e una vecchiaia meno dignitosa. Questo è il futuro che si prospetta davanti ai loro occhi.

Con la costituzione di parte civile nel processo penale contro Mutti i lavoratori della Tecnosistemi che erano in forza nello stabilimento di Carini chiedono giustizia e vogliono lanciare un segnale alle istituzioni e all’opinione pubblica per dire che vogliono riconquistare la loro dignità lavorativa persa a causa di gente senza scrupoli che li ha abbandonati verso questo difficile destino. Sit-in, cortei, scioperi della fame, occupazioni di fabbrica, nulla è servito in questi circa 5 anni per rilanciare un’azienda che era un fiore all’occhiello della Sicilia. Anche queste battaglie civili per la riconquista del lavoro devono avere l’attenzione della politica, delle amministrazioni locali, regionali, dei governi, dei sindacati, perché creando occupazione c’è la concreta speranza di dare un avvenire alla nostra terra e di sconfiggere la mafia in Sicilia.


Giuseppe Martinez
Lavoratore in mobilità della Tecnosistemi di Carini in amministrazione straordinaria.

sabato 5 gennaio 2008

L'Italia alla Sarkozy

Così come nel ’95 quando dal vecchio Msi venne alla luce Alleanza Nazionale, vicissitudine nota alla storia come “svolta di Fiuggi”, a breve dall’8 al 10 febbraio G. Fini ha indetto una conferenza programmatica in cui probabilmente An cambierà pelle e forse nome e simbolo. Il nuovo nome “Partito per gli Italiani” potrebbe essere il preludio dell’evoluzione che sta investendo la destra italiana. Fini sta incarnando quanto il volgo destroso spera si realizzi in Italia, e finalmente ha realizzato una serie di punti che verranno sviluppati nei prossimi giorni in cui si mette in risalto la vita, la dignità della persona, la famiglia, i giovani, la sicurezza, l’Europa dei popoli, il sociale, il martoriato Sud, il patrimonio culturale, il presidenzialismo ed il federalismo; Sarkozy docet. A quarant’anni dalla buffonata sessantottina l’Italia risente ancora degli effetti negativi di quell’epoca in cui sono stati soppressi primordiali valori quali l’identità della Nazione, il merito, la legalità, la famiglia. Nei suoi punti Fini elabora il pensiero, credo, di tutti gli italiani con un po’ di materia grigia in testa come il valutare la proposta dell’inquilino dell’eliseo di introdurre la quattordicesima mensilità, oppure la possibilità di istituire degli esami obbligatori in lingua italiana per gli stranieri col fine ultimo del conseguimento della cittadinanza, in quanto l’Italia è di chi la ama; Sarkozy docet, in versione francese naturalmente.
Il testo di Fini continua chiudendo le porte della nuova An, in tema di valori, ad ogni concessione laicista, si dice no infatti all'identificazione legale delle coppie di fatto, no alle norme antiomofobia che siano lesive alla libertà di pensiero, all’eutanasia. Dice Sì invece al fisco a dimensione familiare al contenimento del caro vita, al diritto alla casa e all’estensione dei congedi parentali. Fini punta anche su di noi giovani, speranza italiana da non mettere in secondo piano, proponendo un osservatorio sui concorsi per perorare il merito. Sul tema sicurezza arrivano, ed era ora, le misure draconiane contro qualsivoglia criminale. Il partito propone un referendum per revocare gli sconti di pena previsti dalla legge Zozzini, con una moltitudine di processi per direttissima dando da lavorare ai magistrati oziosi, tolleranza zero per chi sporca, danneggia, assume atteggiamenti di prepotenza.
Inoltre si vogliono gonfiare le tasche delle forze dell’ordine e ripristinare con più severità la legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Il documento comunica anche una petizione al Parlamento europeo in cui si attacca la Cina che continua a violare le regole di mercato. In campo economico Fini ribattezza la diminuzione dei gravami fiscali, con l’abolizione dell’Irap e forme di tassazione non vessatorie per le piccole imprese. Si fornisce una ricetta per una forte onnipresenza statale nel meridione ed un richiamo al nucleare come fonte energetica piuttosto che servirci di altri paesi
produttori. Infine si danno rilievo a riforme come il presidenzialismo realizzandolo con lo strumento dell’Assemblea Costituente e alla concessione dello Statuto speciale alle regioni che lo richiedano.
Insomma che grande Italia che si verrebbe a realizzare con 5 anni di questa politica repressiva, democratica, liberale ma anche pura e libera da ogni degrado morale, da ogni clientelismo, perbenismo e da ogni falso moralismo, una politica in cui etica e socialità andrebbero in perfetta coesistenza.