L'antitrust accoglie la denuncia di “Costruiamo il domani”
Per ulteriori informazioni:
dr. Giuseppe Lipari
giuseppe.lipari(AT)hotmail.it
ECCO il testo della relazione antitrust:
http://www.arcobasso.it/documenti/agcm.pdf
Per ulteriori informazioni:
dr. Giuseppe Lipari
giuseppe.lipari(AT)hotmail.it
ECCO il testo della relazione antitrust:
http://www.arcobasso.it/documenti/agcm.pdf

Il dramma del "numero chiuso" a Odontoiatria e Medicina si sta consumando tra l'indifferenza generalizzata dei politici italiani. Il Consiglio di Stato, ultima speranza per molti ricorrenti, finora ha respinto i ricorsi presentati dagli esclusi.
Il Parlamento si è interrogato a lungo sui pregi e i difetti di questo sistema di selezione, basato su un test a risposta multipla stile "rischiatutto", ma finora non sono stati compiuti passi concreti. Il Governo e la maggioranza vogliono fare credere all'opinione pubblica che il numero chiuso sia inevitabile, che sia l'unico antidoto contro la disoccupazione post-laurea, che l'Europa lo voglia...
Sciocchezze. In primo luogo si deve spiegare perché alcuni corsi come Medicina e Odontoiatria sono a numero chiuso ed altri come Biologia, Giurisprudenza e Lettere non lo sono. Solo il mercato è in grado di dire il numero preciso di medici e di odontoiatri che serviranno in futuro. Ogni contingentamento artificiale crea distorsioni inaccettabili. In realtà il numero chiuso nelle professioni sanitarie è la vittoria di una lobby. Il vero motivo per cui è stato attuato è la tutela dei loro interessi corporativi. Il protezionismo, magari adottato col pretesto di tutelare l'occupazione, è il modo migliore per imbrigliare la società e creare rendite di posizione inaccettabili. 
E non si dica che lo Stato non ha i fondi necessari per consentire l'iscrizione di tutti questi aspiranti medici... E' un pretesto. Infatti tali norme sono state imposte anche alle università private e straniere che operano in Italia senza dipendere dai finanziamenti statali. Evidentemente si vuole restringere il mercato e non tutelare gli interessi dello Stato.
In pochi hanno capito l'assurdità di questo sistema. Tra i parlamentari vogliamo però citare l'on. Pina Picierno (nella foto) che ha coraggiosamente sollevato il problema con numerosi interventi in Parlamento. L'on. Picierno, ministro ombra del Pd per le politiche giovanili, ha messo il dito nella piaga: la politica non può lavarsi le mani e aspettare che siano i giudici a decidere il destino di centinai di aspiranti medici e odontoiatri. Occorre agire.
Il Comitato ha apprezzato l'iniziativa dell'on. Picierno e vuole approfittarne per lanciare una proposta innovativa e concreta che garantisca l'accesso universitario senza compromettere le casse dell'erario.
Chiediamo:
Proponiamo, in sintesi, di rivoluzionare il "numero chiuso". Trasformarlo da limite a strumento di tutela per le fasce più deboli della popolazione. Il superamento del test consentirebbe di accedere all'università a "prezzi politici", come avviene attualmente (tasse di iscrizione inferiori al costo del servizio). Per gli ammessi, quindi, non cambierebbe nulla: continuerebbero a pagare le tasse che hanno sempre pagato. Viceversa, per gli altri, l'iscrizione, prima esclusa, diventerebbe possibile, ma solo a "prezzo pubblico" (tasse di iscrizione equivalenti al costo del servizio). Gli esclusi del test avrebbero quindi l'opportunità di frequentare ma solo pagando all'Ateneo il costo reale sostenuto per la loro immatricolazione.
In sintesi chiediamo l'istituzione di un doppio binario e il passaggio da un sistema universitario a "prezzo politico" a un sistema a "prezzo pubblico". Per questo è necessario modificare la legge 264/99 ("numero chiuso") e l'art. 5 del dpr 306/97 (contribuzione studentesca limitata al 20% del finanziamento statale).
La viabilità di Palermo ricorda il mondo di Alice nel paese delle meraviglie: ogni cosa è quello che sembra e, contemporaneamente, è anche il suo contrario. Un sistema viario fatto di paradossi, con le vetture che sfrecciano indisturbate a 80 km/h in pieno centro abitato (dove il limite è di 50) ma che non possono superano i 70 nella tangenziale senza rischiare la multa dell'autovelox e il ritiro della patente. Se accadesse a Napoli, Roma o Milano scoppierebbe certamente una rivolta. Non è ragionevole imporre limiti di velocità tanto bassi in una strada che, al contrario, è stata progettata per consentire le alte velocità di percorrenza. A Palermo, purtroppo, le sommosse popolari le organizzazno solo i lsu, non i cittadini comuni...
dell'apertura del primo distribuore di Bioetanolo in Italia. Esso sorgerà nella città di La Spezia, presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni ed erogherà biocarburante di seconda generazione.Il prodotto, proveniente interamente dalla nostra Sicilia, nasce dalle eccedenze alimentari dell'industria vinicola. In Italia fino a al 19 Giugno, data in cui è stato aperto il suddetto distributore, non c'era alcun impianto di rifornimento per questo tipo di carburante.
E' stato reso necesario però porre dei vincoli nelal produzione di tali "biocarburanti": il bioetanolo deve essere prodotto da materie prime non destinate all'uso alimentare e i luoghi dove le biomasse vengono coltivate, l'etanolo prodotto, e quindi dove è utilizzato devono essere il più possibile vicini tra di loro.
Il progetto ha come scopo principale quello di dimostrare la possibilità di sostituire benzina e diesel con bioetanolo di ultima generazione e con costi contenuti. E' iniziato a gennaio 2006 e terminerà a dicembre 2009.
Nel dicembre 2007 il comitato "Costruiamo il domani" ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l'abolizione del numero chiuso nei corsi di laurea di Medicina e Odontoitria. Nel ricorso chiediamo l'intervento della Corte di Giustizia europea perchè riteniamo che la legge che istituisce il numero chiuso (l. 264 del 1999) sia in contrasto col diritto comunitario.