venerdì 12 dicembre 2008

Palermo, in tangenziale vietato superare i 30km/h

ADESSO IL CASO FINISCE DAVANTI AL GIUDICE DI PACE

La viabilità di Palermo ricorda il mondo di Alice nel paese delle meraviglie: ogni cosa è quello che sembra e, contemporaneamente, è anche il suo contrario. Un sistema viario fatto di paradossi, con le vetture che sfrecciano indisturbate a 80 km/h in pieno centro abitato (dove il limite è di 50) ma che non possono superano i 70 nella tangenziale senza rischiare la multa dell'autovelox e il ritiro della patente. Se accadesse a Napoli, Roma o Milano scoppierebbe certamente una rivolta. Non è ragionevole imporre limiti di velocità tanto bassi in una strada che, al contrario, è stata progettata per consentire le alte velocità di percorrenza. A Palermo, purtroppo, le sommosse popolari le organizzazno solo i lsu, non i cittadini comuni...
Ma veniamo al nostro caso. La tangenziale di Palermo si chiama viale Regione siciliana ed è l'incubo di tutti i cittadini. E' una lunga arteria che collega la Palermo-Catania con la Palermo-Sciacca, un percorso obbligato per chi vuole raggiungere Trapani o Messina. Ogni giorno migliaia di automobilisti passano da questa strada. E, mentre guidano, pregano Santa Rosalia che non siano in funzione gli autovelox del Comune...altrimenti la multa è assicurata.
Infatti i limiti di velocità sono talmente bassi (70, 50 e 30 km/h) che a volerli rispettare c'è il rischio di essere travolti dalle altre vetture. Sono limiti impossibili da rispettare e che infatti non vengono rispettati da nessuno. Di conseguenza, ogni volta che la polizia municipale monta l'autovelox, fioccano migliaia di multe (abbiamo chiesto al Comune di fornirci una relazione dettagliata). Grazie a questo scherzetto ogni anno il Comune di Palermo incassa centinaia di migliaia di euro.
Questi limiti di velocità sono anacronistici e anche pericolosi. Sono così irragionevoli che viene il dubbio che siano stati messi con l'unico scopo di spillare quattrini ai cittadini. Viale Regione siciliana ha le caratteristiche tecniche di una autostrada: due carreggiate separata da guard rail, due corsie per senso marcia, corsia di emergenza e rampe laterali.
Inoltre il Codice della strada dice chiaramente che non bisogna andare talmente lenti da intralciare la circolazione stradale. Ed è ovvio che andare a 30, a 50 o a 70 km/h in una strada ad alta velocità di percorrenza significa paralizzare la circolazione e rischiare il tamponamento. In pratica, stando così le cose, i cittadini sono tra l'incudine e il martello. Qualunque cosa facciano hanno sempre torto: se superano i limiti infrangono l'art. 142 del Codice della strada (eccesso di velocità) ma se li rispettano infrangono il sesto comma dell'art. 141, in base al quale il conducente “non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione”.


Per questo il “Comitato costruiamo il domani” e l'associazione “Lo sportello del cittadino onlus” hanno portao la vicenda in tribunale. Abbiamo presentato un ricorso contro una multa fatta a un automobilista che aveva superato il limite di 70 km/h in viale Regione siciliana. L'automobilista, a differenza di altri ricorrenti, ha ammesso di avere superato i limite (viaggiava a 105 km/h) ma ha eccepito la ragionevolezza di questo divieto e ha chiesto al Comune di depositare in giudizio le perizie relative a quel tratto di strada.
Il caso è stato assegnato al giudice di Pace di Palermo, Maria Sofia Cannata, e sarà discusso il 13 marzo 2009. La nostra tesi difensiva è che la discrezionalità del proprietario della strada nel fissare il limite di velocità non può diventare arbitrio ma deve essere supportata da valide ragioni.
In alto due foto di viale Regione siciliana. Nella prima illimite è di 30km/h nella seconda, il luogo dove è stato multato l'automobilista, è di 70.
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Aggiornamento del 21 marzo. Il ricorso è stato respinto con la motivazione che il giudice ordinario non può disapplicare la norma del codice della strada che fissa i limiti di velocità in 70 Km/h per le strade urbane di scorrimento. Nei prossimi giorni impugneremo la sentenza.

mercoledì 12 novembre 2008

Ricorso numero chiuso: in attesa della decisione

E' passato ormai un anno da quando il "Comitato costruiamo il domani" riuniva un gruppo di studenti palermitani e presentava a loro nome un ricorso straordinario in cui ne chiedeva l'immatricolazione ai corsi di laurea di Medicina e di Odontoiatria. Oggi, 12 novembre 2008, i giudici del Consiglio di Stato si sono riuniti in camera di consiglio e hanno deciso sulle nostre richieste. Non sappiamo ancora l'esito del ricorso e potrebbe passare parecchio tempo prima di saperlo. Sei mesi nella peggiore delle ipotesi... poche settimane nella migliore. Comunque vadano le cose vorrei ringraziare tutti i membri del Comitato per il loro impegno e i ricorrenti per la fiducia che hanno riposto nel Comitato.

lunedì 8 settembre 2008

Federalismo e meritocrazia, un connubio obbligatorio.

Alessandro ArcobassoIl rientro dalle località di villeggiatura, la riapertura di scuole ed uffici, la ridefinizione dei palinsesti televisivi si apprestano a scandire i ritmi di una nuova stagione politica che, ancora una volta, vedrà protagonista l’acceso confronto tra nord e sud.

Nonostante passino gli anni e cambino i governi, a tener banco è sempre l’incapacità, tutta meridionale, di generare ricchezza e far fronte alle difficoltà occupazionali e ad un’insoddisfacente qualità della vita. In questo contesto si inserisce quel processo di finanziamento autonomo delle regioni, previsto dall’art. 119 della Costituzione e conosciuto come “federalismo fiscale”, che il Governo si appresta ad attuare.

In parole povere, in un’Italia in cui un lombardo guadagna in media diecimila euro annui in più di un siciliano, i servizi pubblici dovrebbero essere finanziati con i proventi della tassazione locale, quindi senza “aiuti” da parte di altre regioni.Ciò determinerebbe un’ulteriore responsabilizzazione degli amministratori locali, chiamati a “preferire” il rigore all’assistenzialismo, per far quadrare i bilanci, garantire l’erogazione dei servizi pubblici ed ottenere seppur modesti margini di crescita.

Vien subito da chiedersi se il Paese sia pronto ad affrontare questa nuova sfida…Pensando alle regioni meridionali, da siciliano, la mia risposta non può che essere negativa, almeno finché l’accesso alle amministrazioni pubbliche, e alle numerose agenzie ad esse collegate, non divenga il frutto di scelte meritocratiche piuttosto che il semplice prodotto dell’opportunismo politico.Non è un mistero che, in regioni come la Sicilia, molte “aziende partecipate” siano diventate degli stipendifici in cui le spese per il personale superano di gran lunga le entrate. Così come non lo è il fatto che attitudini, competenze e titoli perdano costantemente il confronto con parentele ed amicizie… naturalmente a danno della collettività.

E’ evidente, quindi, che riforme come questa non possano prescindere da assunzioni di responsabilità e scelte a dir poco patriottiche, quali l’abbandono del clientelismo e la reale valorizzazione del capitale umano.In ballo non ci sono soltanto le tasche degli italiani e l’efficienza dei servizi pubblici, bensì i sacrifici, le ambizioni e le speranze di intere generazioni di giovani meritevoli.

domenica 31 agosto 2008

Ricorso numero chiuso: udienza il 12 novembre

Tenete a mente questa data: 12 novembre 2008. E' quando il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, discuterà il ricorso straordinario presentato dal comitato "Costruiamo il domani" per l'abolizione del numero chiuso a medicina e odontoiatria. Pubblicheremo la decisione non appena sarà depositata (in media 3 mesi). I tempi potrebbero tuttavia allungarsi se il Collegio decidesse di rivolgersi alla Corte di Giustizia della Ce.
Per altre info:

venerdì 27 giugno 2008

Numero chiuso a medicina: "subito la sanatoria"

Il Comitato "Costruiamo il domani" ha lanciato un coordinamento che raggruppa i ricorrenti a medicina con lo scopo di sollecitare il Ministero all'adozione di un provvedimento che consenta la loro immatricolazione. Se anche voi condividete questa iniziativa stampate questa pagina e inviatela al Ministero dell'Università, via fax o email:

Fax Ministro: 0697727113
Mail Ministro: segreteria.ministro@miur.it
Mail Sottosegretario: segreteria.pizza@miur.it
* * *
Coordinamento ricorrenti medicina


Alla c.a. del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
on. Mariastella Gelmini
IIl.mo Ministro,
desideriamo sollecitare un Suo intervento per ripristinare la legalità nell'accesso ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia dello scorso settembre.
La sentenza 5986/2008 del Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato dall'Udu in cui si chiedeva l'annullamento della graduatoria del corso di Medicina della Sapienza. L'intero sistema universitario rischia adesso di collassare perché nei prossimi mesi gli stessi giudici saranno chiamati a pronunciarsi sui ricorsi relativi ad altri atenei. E' facile immaginare che, senza un intervento legislativo, ci saranno ulteriori annullamenti.
Riteniamo indispensabile, così come auspicato dai magistrati amministrativi, una iniziativa legislativa che ridefinisca la posizione dei soggetti coinvolti e che consenta il superamento di questa fase di incertezza. Riteniamo che l'unico modo per “disinnescare” la vicenda sia quello di predisporre un disegno di legge che permetta l'iscrizione dei ricorrenti a Medicina. Un provvedimento del genere renderebbe giustizia agli esclusi e tutelerebbe il diritto degli altri a proseguire nel proprio percorso formativo. In questo modo i ricorsi pendenti sarebbero dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza d'interesse e l'Amministrazione non si troverebbe costretta ad affrontare ulteriori liti.
Non è una soluzione nuova: è quello che è già successo in passato con l'introduzione del numero chiuso. Già l'art. 5 della legge 264/1999 aveva previsto una moratoria a favore ricorrenti e in questo modo ha scongiurato la paralisi dell'attività didattica. Le chiediamo inoltre di non tutelare solo i ricorrenti che hanno aderito al ricorso Udu, ma anche quelli che hanno partecipato individualmente e quelli che hanno presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Attendiamo fiduciosi una Sua risposta,
Per il Coordinamento ricorrenti medicina,
Giuseppe Lipari,
Marco Vigini,
Alessandro Arcobasso
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Ipotesi di disegno di legge
Art. 1

1. Sono regolarmente iscritti ai corsi universitari in Medicina e chirurgia, di cui alla legge 2 agosto 1999, n.264, gli studenti che hanno presentato ricorso giurisdizionale o giustiziale per l'ottenimento dell'iscrizione al predetto corso.
2. Sono altresì regolarmente iscritti ai corsi universitari di cui al comma 1 gli studenti che siano stati comunque ammessi dagli atenei alla frequenza dei corsi dell'anno accademico 2007-2008 entro il 31 maggio 2008.
---
Per ulteriori informazioni:
costruiamoil domani(AT)libero.it
(AT) = @

sabato 21 giugno 2008

Presentato il primo distributore di Bioetanolo

Dopo esserci interessati all'argomento dei Biocombustibili riceviamo adesso la notizia dell'apertura del primo distribuore di Bioetanolo in Italia. Esso sorgerà nella città di La Spezia, presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni ed erogherà biocarburante di seconda generazione.

L'obiettivo e' di introdurre sul mercato 10 mila auto che usano sia benzina sia E85 (miscela 85%-etanolo e 15% benzina).

Il prodotto, proveniente interamente dalla nostra Sicilia, nasce dalle eccedenze alimentari dell'industria vinicola. In Italia fino a al 19 Giugno, data in cui è stato aperto il suddetto distributore, non c'era alcun impianto di rifornimento per questo tipo di carburante.

E' stato reso necesario però porre dei vincoli nelal produzione di tali "biocarburanti": il bioetanolo deve essere prodotto da materie prime non destinate all'uso alimentare e i luoghi dove le biomasse vengono coltivate, l'etanolo prodotto, e quindi dove è utilizzato devono essere il più possibile vicini tra di loro.

Il progetto ha come scopo principale quello di dimostrare la possibilità di sostituire benzina e diesel con bioetanolo di ultima generazione e con costi contenuti. E' iniziato a gennaio 2006 e terminerà a dicembre 2009.


mercoledì 18 giugno 2008

Maxi-ricorso Medicina: Tar annulla graduatorie Roma

Pochi minuti fa è stata depositata la sentenza del Tar Lazio, sezione IIIbis, relativa al maxi-ricorso Udu in cui si chiedeva di annullare i test d'accesso di quest'anno a medicina. I giudici hanno accolto in parte il ricorso annullando i test di Roma (ma non quelli delle altre università italiane perchè il ricorso introduttivo era staat notificato solo all'ateneo capitolino). Bocciate invece le censure di non conformità col diritto comunitario. La decisione è inaspettata. Non è ancora chiaro cosa accadrà a chi è entrato: molto probabilmente il Ministero sarà costretto a emanare un decreto legge per sanare la situazione. Inoltre il Ministero potrebbe appellarsi al Consiglio di Stato. Non appena avremo la sentenza pubblicheremo altri particolari.

giovedì 12 giugno 2008

Petizione contro i posteggiatori abusivi

Gli amici di Palermo Blogolandia hanno lanciato un'iniziativa che per questioni di tempo possiamo pubblicizzare soltanto adesso: una petizione contro i posteggiatori abusivi, una delle piaghe sociali della nostra città.

Scopo dell'iniziativa è invitare il sindaco Diego Cammarata ad impegnarsi per eliminare una delle metodologie di controllo del territorio da parte dei clan mafiosi.

Pertanto vi esortiamo a firmare la petizione online e far sentire la vostra voce.

Grazie dell'aiuto!

domenica 8 giugno 2008

Numero chiuso a medicina: a settembre la decisione del Cds

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/31/pa_036ricorso.html


Nel dicembre 2007 il comitato "Costruiamo il domani" ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l'abolizione del numero chiuso nei corsi di laurea di Medicina e Odontoitria. Nel ricorso chiediamo l'intervento della Corte di Giustizia europea perchè riteniamo che la legge che istituisce il numero chiuso (l. 264 del 1999) sia in contrasto col diritto comunitario.

Ci aspettiamo una sentenza entro fine settembre. Ecco un articolo della giornalista Valentina Cucinella pubblicato su Repubblica del 31 maggio 2008.

Per altri informazioni sul ricorso controllare i post della sezione "numero chiuso" ed in particolare:

giovedì 5 giugno 2008

Musical di beneficenza


Nei locali di via C.C.5, ad angolo con via Carmelo Onorato (traversa di corso Calatafimi), i ragazzi diversamente abili dell'Associazione Spring Onlus inaugureranno il loro nuovo teatro con un musical di beneficenza.

Con la tua presenza ed un contributo simbolico potresti fare tanto...

martedì 3 giugno 2008

Tecnosistemi di Carini: quale futuro per i lavoratori?

Lunedì 26 maggio 2008 presso la terza sezione collegiale penale di Milano presieduta dal dott. Montingelli si è svolta l’ennesima udienza del processo contro Mario Mutti, dominus della Tecnosistemi, imputato per bancarotta fraudolenta.

La Tecnosistemi, azienda presente sul territorio nazionale, è stata dichiarata insolvente dal Tribunale di Milano il 30 settembre 2003 e dal 22 dicembre 2003 è in amministrazione straordinaria. Dal 21 ottobre 2003 i lavoratori non possono più varcare i cancelli della fabbrica perché sono stati messi in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. Dal 22 marzo 2007 la Tecnosistemi in amministrazione straordinaria ha posto in mobilità fino al raggiungimento della pensione circa 70 lavoratori nello stabilimento di Carini. Gli altri, circa 30, sono stati posti in Cassa Integrazione Guadagni in deroga fino a dicembre 2008.

I lavoratori dell’azienda di Carini si sono costituiti parte civile in questo processo nell’udienza del 16 gennaio scorso ottenendo così un primo riconoscimento utile a soddisfare il desiderio di giustizia che si spera possa essere reso completo con la condanna di Mutti e con il riconoscimento del danno procurato ai lavoratori della stabilimento di Carini. Una giustizia sino ad oggi negata dalle istituzioni regionali e nazionali incapaci di dare risposte a chi chiedeva, attraverso le varie manifestazioni di protesta per le città di Palermo e Carini, di avere garantito il proprio diritto al lavoro, un diritto che se viene a mancare ti toglie dignità e crea seri problemi di sopravvivenza.

Nell’udienza del 30 gennaio 2008 ha deposto la dottoressa Chiaruttini, una dei tre attuali commissari straordinari che ha testimoniato che la Tecnosistemi già verso la fine del 2000, circa un anno prima che acquisisse il ramo d’azienda dei Sistemi di Energia da Italtel, aveva perso tutto il capitale sociale, ed erano evidenti i segnali di tensione finanziaria verso la fine del 2001. Ha inoltre utilizzato una definizione per spiegare l’attività imprenditoriale della Tecnosistemi: era una discarica occupazionale. Quindi, per venire incontro alle richieste di Italtel che aveva bisogno di disfarsi di 145 lavoratori, Tecnosistemi, nonostante era chiaro a tutti che fosse in forte sofferenza, non ha esitato a prendersi in pancia il ramo dei Sistemi di Energia. All’epoca di questi fatti, Giovanni Barbieri era contemporaneamente consigliere di Tecnosistemi stessa e Amministratore Delegato di Italtel. Nell’udienza dello scorso 12 maggio Pino Martinez, uno dei lavoratori della Tecnosistemi, è stato citato come teste del Pubblico Ministero ed ha messo in rilievo che sin dal primo giorno dell’acquisizione dei Sistemi di Energia è stato chiaro che le ditte fornitrici di componenti e materiali non volevano avere a che fare con Tecnosistemi in quanto non pagava e pertanto fu concordato di acquisire la merce tramite Italtel che si prestò a questo gioco.

Lunedì 26 maggio 21 lavoratori della Tecnosistemi hanno deposto nel processo contro Mutti. Assistiti dagli avvocati Piergiorgio Weiss e Ettore Zanoni hanno raccontato al Presidente della Terza sezione collegiale penale del Tribunale di Milano la loro sfortunata vicenda lavorativa e le difficoltà in termini economici e di salute che molti di loro stanno vivendo. Oltre duecento euro è costato il viaggio aereo pagato di tasca loro. Un sacrificio necessario, con la speranza di ottenere giustizia, apprezzato dal Presidente Montingelli e dai Pubblici Ministeri oltre che dagli stessi avvocati di parte civile.. Il prossimo 30 giugno un’altra ventina di lavoratori a spese proprie si recheranno al Tribunale di Milano per testimoniare contro Mutti. Certo, è un processo non facile dove si ha a che fare con un personaggio potente. Nella vicenda Tecnosistemi compaiono figure che insieme a Mutti facevano parte dei consigli di amministrazione di aziende come Parmalat e Cirio anch’esse portate al crack. In un articolo pubblicato da Economy si dice che l'intero apparato delle società brasiliane, Tecnosistemi compresa, sarebbe servito a distrarre somme di denaro.

La vicenda dei lavoratori della Tecnosistemi, ma anche della Parmalat e Cirio, ci fa scoprire quella parte dell’imprenditoria fatta di uomini senza scrupoli che usano le aziende, che sono un bene della società, per distrarre ingenti somme a fini esclusivamente personali e in queste operazioni illecite le organizzazioni criminali possono trovare i loro interessi. La mattina ci si alza per andare a lavorare senza accorgerci che probabilmente siamo oggetto di uno sporco gioco tramato da pochi uomini senza scrupoli che non esiteranno a lasciare senza lavoro e quindi a distruggere la dignità e la vita di tanta gente onesta.
Giuseppe Martinez

giovedì 8 maggio 2008

Il Sacco di Palermo ha fatto scuola: sono arrivati "I Re di Roma"

Domenica 4 Maggio il programma televisivo "Report" ha mandato in onda una delle sue eccezzionali inchieste. Titolo della puntata: "I Re di Roma" di Paolo Mondani.
Un'altra volta, come spesso accade, ho valutato direttamente dal mio stato psico-fisico, generatosi immediatamente dopo la visione della puntata, la "bontà" del repotage. Anche stavolta sono stato male. Anzi, malissimo. Si è parlato dello stato in cui si trova l'Urbanistica italiana, delle regole che governano le città, del destino delle nostre città che non sembra essere più determinato dall'Amministrazione Pubblica attraverso la ricerca e l'esercizio dell'interesse collettivo, bensì dal mercato e dalla rendita fondiaria.
Il bastone di comando sembra sia passato definitivamente in mano agli speculatori finanziari, ai "palazzinari" che non possono avere altri scopi al di fuori del loro personale tornaconto.
Questo passaggio di testimone l'hanno permesso la nostra politica e i nostri cattivi Amministratori che hanno dimostrato di disconoscere totalmente quali sono le basi sui cui si fonda il loro ruolo istituzionale.

Nel caso specifico la puntata ha messo sotto esame la politica urbanistica della Capitale (per 15 anni di fila hanno governato Rutelli e Veltroni) e il suo nuovo P.R.G (Piano Regolatore Generale) da pocco approvato. Il nuovo strumento urbanistico prevede la costruzione di 70 milioni di metri cubi di nuova edilizia che consumeranno più di 10 mila ettari di suolo, in gran parte strappati alla campagna romana e in un contesto di crescita demografica uguale a zero.
L'idea che ha guidato le scelte di piano è stata quella di costituire dei quartieri satellite attorno alla città consolidata, oltre l'anello autostradale per delocalizzare quelle funzioni che oggi si affollano caoticamente nel centro di Roma: residenza, ma soprattutto uffici legati alle attività svolte da una città capitale. Il Problema sta nel fatto che le nuove "Centralità" verranno costruite nei terreni di proprietà dei grandi costruttori (Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli) che a colpi di "Accordi di Programma" stanno già ottenendo, in variante al PRG, ulteriori cubature da costruire. Sostanzialmente i costruttori/propietari dei terreni trovando più conveniente andare in deroga al PRG per costruire altri appartamenti invece che gli uffici, le nuove strade o scuole previste, chiedono al comune di modificare le previsioni del Prg impegnandosi di concedere all'Amministrazione un compenso in denaro. Con l'Accardo di Programma si costituisce quindi un tavolo di trattativa tra le parti in cui il privato fa sempre gli affari migliori. Secondo la normativa vigente le Varianti al Piano possono essere approvate solo nel caso in cui si sia dichiarata la "pubblica utilità" della modifica. Per questo motivo, a Roma, operazioni di mera speculazione fondiaria che sono servite soltanto a far costuire enormi cubi di cemento nell'agro romano (area dalla rilevanza archeologico-paesaggistica altissima), a far guadanare (?) palate di denaro e profitti strabilianti ai soliti noti, sono state spacciate come trasformazioni a vantaggio della collettività.
Eclatante ed emblematico il "caso Bufalotta". Periferia nord est, qui la sede scelta per la "Centralità" ricade nei terreni di propietà dei fratelli Caltagirone. I costruttori si accorgono che non riusciranno a vendere il milione di metri cubi di uffici, allora chiedono al comune un cambiento di destinazione, con l'accordo di programma; ottengono di poter costruire 5000 appartamenti in più al posto dei servizi e delle opere pubbliche in cambio di 80 milioni di euro elargiti al comune per prolungare di 4 chilometri la metropolitana. Peccato che per far arrivare fin lì la metro al comune costerebbe 600 milioni. Dov'è l'utilità pubblica?
Il servizio mette in evidenza come le scelte urbanistiche dell'Urbe (ma il caso potrebbe essere esteso a tutto il paese) siano determianate più dai costruttori e più per perseguire il profitto che non il bene collettivo.

Il servizio inoltre fa vedere come funzionano le cose a Parigi e Madrid, altre due capitali.
A Parigi, come a Madrid, il comune si comporta come un imprenditore che fa gli interessi del Pubblico, ed ha sempre l'ulltima parola sulle scelte urbanistiche. A lavorare sulla progettazzione e costruzione dei nuovi quartieri sono i migliori architetti della scena nazionale e non, dando vita a brani di città di elevatissima qualità estetica. Molta considerazione è affidata alle esigenze dei giovani e dei nuclei familiari a basso reddito (specie nel caso Madrid) e questo determina un forte impegno nei confronti della residenza pubblica che in questi paesi offre standard qualitativi che in Italia ci sognamo. C'è da dire che a Roma, come nel resto d'Italia, la costruzione delle case popolari è uguale a zero da più di ventanni comportando l'innalzamento dei canoni d'affitto e l'esplosione del mercato immobiliare e della rendita fondiaria.

A questo indirizzo troverete la puntata integrale. http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1078257,00.html

P.S:Fin quando continuerà a mancare una Azione Pubblica efficace e moralmente integra, in Italia, i danni recati al nostro territorio e alle nostre città e alla qualità della nostra vita non cesseranno, ma saranno pochi "amici" a guadagnarci e sempre gli stessi personaggi.

lunedì 5 maggio 2008

Redditi 2005, Visco sfida il Garante

Oggi Repubblica ha pubblicato un interessante articolo di Carlo Bonini sulla vicenda delle dichiarazioni dei redditi.

Il legale di Visco nell'articolo spiega che il viceministro è tranquillo visto che il reato che viene ipotizzato, il trattamento illecito di dati personali, non può conoscere destino diverso che l'archiviazione. "Va da sé che rispettiamo il lavoro di un magistrato responsabile e capace come il procuratore aggiunto Franco Ionta - dice il legale di Visco - ma è altrettanto chiaro che in questa storia le procedure sono state rispettate e che chi oggi le contesta nel dibattito pubblico dovrebbe avere almeno l'onestà intellettuale non di cavillare, ma di dire con chiarezza agli italiani che non vuole che un principio di trasparenza fissato per legge nel lontano 1973 venga applicato. Si abbia insomma il coraggio di riconoscere che quelle norme non vanno più bene e che, negli anni scorsi, quando pure sono state applicate qualcuno dormiva".

Gli argomenti sostenuti dal difensore di Visco sono due. Il primo argomento insiste sul "principio di trasparenza e l'obbligo di pubblicazione" dei dati fissato dalla legge del 1973. Il secondo sulla "assoluta equivalenza tra lo strumento della carta stampata e Internet". Negli anni passati infatti i quotidiani hanno pubblicato elenchi completi di contribuenti e gli stessi quotidiani, da anni, diffondono i propri contenuti anche online. L'autore del pezzo fa notare che in occasione di questi precedenti il Garante non ha mai eccepito nulla.

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/visco-sfida-garante/visco-sfida-garante.html

Domani verrà pubblicata la decisione del Garante.