mercoledì 12 novembre 2008
Ricorso numero chiuso: in attesa della decisione
lunedì 8 settembre 2008
Federalismo e meritocrazia, un connubio obbligatorio.
domenica 31 agosto 2008
Ricorso numero chiuso: udienza il 12 novembre
venerdì 27 giugno 2008
Numero chiuso a medicina: "subito la sanatoria"
Fax Ministro: 0697727113
Mail Ministro: segreteria.ministro@miur.it
Mail Sottosegretario: segreteria.pizza@miur.it
Alla c.a. del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
on. Mariastella Gelmini
desideriamo sollecitare un Suo intervento per ripristinare la legalità nell'accesso ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia dello scorso settembre.
Giuseppe Lipari,
Marco Vigini,
Alessandro Arcobasso
1. Sono regolarmente iscritti ai corsi universitari in Medicina e chirurgia, di cui alla legge 2 agosto 1999, n.264, gli studenti che hanno presentato ricorso giurisdizionale o giustiziale per l'ottenimento dell'iscrizione al predetto corso.
2. Sono altresì regolarmente iscritti ai corsi universitari di cui al comma 1 gli studenti che siano stati comunque ammessi dagli atenei alla frequenza dei corsi dell'anno accademico 2007-2008 entro il 31 maggio 2008.
sabato 21 giugno 2008
Presentato il primo distributore di Bioetanolo
dell'apertura del primo distribuore di Bioetanolo in Italia. Esso sorgerà nella città di La Spezia, presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni ed erogherà biocarburante di seconda generazione.L'obiettivo e' di introdurre sul mercato 10 mila auto che usano sia benzina sia E85 (miscela 85%-etanolo e 15% benzina).
Il prodotto, proveniente interamente dalla nostra Sicilia, nasce dalle eccedenze alimentari dell'industria vinicola. In Italia fino a al 19 Giugno, data in cui è stato aperto il suddetto distributore, non c'era alcun impianto di rifornimento per questo tipo di carburante.
E' stato reso necesario però porre dei vincoli nelal produzione di tali "biocarburanti": il bioetanolo deve essere prodotto da materie prime non destinate all'uso alimentare e i luoghi dove le biomasse vengono coltivate, l'etanolo prodotto, e quindi dove è utilizzato devono essere il più possibile vicini tra di loro.
Il progetto ha come scopo principale quello di dimostrare la possibilità di sostituire benzina e diesel con bioetanolo di ultima generazione e con costi contenuti. E' iniziato a gennaio 2006 e terminerà a dicembre 2009.
mercoledì 18 giugno 2008
Maxi-ricorso Medicina: Tar annulla graduatorie Roma
giovedì 12 giugno 2008
Petizione contro i posteggiatori abusivi
Scopo dell'iniziativa è invitare il sindaco Diego Cammarata ad impegnarsi per eliminare una delle metodologie di controllo del territorio da parte dei clan mafiosi.
Pertanto vi esortiamo a firmare la petizione online e far sentire la vostra voce.
Grazie dell'aiuto!
domenica 8 giugno 2008
Numero chiuso a medicina: a settembre la decisione del Cds
Nel dicembre 2007 il comitato "Costruiamo il domani" ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l'abolizione del numero chiuso nei corsi di laurea di Medicina e Odontoitria. Nel ricorso chiediamo l'intervento della Corte di Giustizia europea perchè riteniamo che la legge che istituisce il numero chiuso (l. 264 del 1999) sia in contrasto col diritto comunitario.Ci aspettiamo una sentenza entro fine settembre. Ecco un articolo della giornalista Valentina Cucinella pubblicato su Repubblica del 31 maggio 2008.
Per altri informazioni sul ricorso controllare i post della sezione "numero chiuso" ed in particolare:
giovedì 5 giugno 2008
Musical di beneficenza
martedì 3 giugno 2008
Tecnosistemi di Carini: quale futuro per i lavoratori?
La Tecnosistemi, azienda presente sul territorio nazionale, è stata dichiarata insolvente dal Tribunale di Milano il 30 settembre 2003 e dal 22 dicembre 2003 è in amministrazione straordinaria. Dal 21 ottobre 2003 i lavoratori non possono più varcare i cancelli della fabbrica perché sono stati messi in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. Dal 22 marzo 2007 la Tecnosistemi in amministrazione straordinaria ha posto in mobilità fino al raggiungimento della pensione circa 70 lavoratori nello stabilimento di Carini. Gli altri, circa 30, sono stati posti in Cassa Integrazione Guadagni in deroga fino a dicembre 2008.
I lavoratori dell’azienda di Carini si sono costituiti parte civile in questo processo nell’udienza del 16 gennaio scorso ottenendo così un primo riconoscimento utile a soddisfare il desiderio di giustizia che si spera possa essere reso completo con la condanna di Mutti e con il riconoscimento del danno procurato ai lavoratori della stabilimento di Carini. Una giustizia sino ad oggi negata dalle istituzioni regionali e nazionali incapaci di dare risposte a chi chiedeva, attraverso le varie manifestazioni di protesta per le città di Palermo e Carini, di avere garantito il proprio diritto al lavoro, un diritto che se viene a mancare ti toglie dignità e crea seri problemi di sopravvivenza.
Nell’udienza del 30 gennaio 2008 ha deposto la dottoressa Chiaruttini, una dei tre attuali commissari straordinari che ha testimoniato che la Tecnosistemi già verso la fine del 2000, circa un anno prima che acquisisse il ramo d’azienda dei Sistemi di Energia da Italtel, aveva perso tutto il capitale sociale, ed erano evidenti i segnali di tensione finanziaria verso la fine del 2001. Ha inoltre utilizzato una definizione per spiegare l’attività imprenditoriale della Tecnosistemi: era una discarica occupazionale. Quindi, per venire incontro alle richieste di Italtel che aveva bisogno di disfarsi di 145 lavoratori, Tecnosistemi, nonostante era chiaro a tutti che fosse in forte sofferenza, non ha esitato a prendersi in pancia il ramo dei Sistemi di Energia. All’epoca di questi fatti, Giovanni Barbieri era contemporaneamente consigliere di Tecnosistemi stessa e Amministratore Delegato di Italtel. Nell’udienza dello scorso 12 maggio Pino Martinez, uno dei lavoratori della Tecnosistemi, è stato citato come teste del Pubblico Ministero ed ha messo in rilievo che sin dal primo giorno dell’acquisizione dei Sistemi di Energia è stato chiaro che le ditte fornitrici di componenti e materiali non volevano avere a che fare con Tecnosistemi in quanto non pagava e pertanto fu concordato di acquisire la merce tramite Italtel che si prestò a questo gioco.
Lunedì 26 maggio 21 lavoratori della Tecnosistemi hanno deposto nel processo contro Mutti. Assistiti dagli avvocati Piergiorgio Weiss e Ettore Zanoni hanno raccontato al Presidente della Terza sezione collegiale penale del Tribunale di Milano la loro sfortunata vicenda lavorativa e le difficoltà in termini economici e di salute che molti di loro stanno vivendo. Oltre duecento euro è costato il viaggio aereo pagato di tasca loro. Un sacrificio necessario, con la speranza di ottenere giustizia, apprezzato dal Presidente Montingelli e dai Pubblici Ministeri oltre che dagli stessi avvocati di parte civile.. Il prossimo 30 giugno un’altra ventina di lavoratori a spese proprie si recheranno al Tribunale di Milano per testimoniare contro Mutti. Certo, è un processo non facile dove si ha a che fare con un personaggio potente. Nella vicenda Tecnosistemi compaiono figure che insieme a Mutti facevano parte dei consigli di amministrazione di aziende come Parmalat e Cirio anch’esse portate al crack. In un articolo pubblicato da Economy si dice che l'intero apparato delle società brasiliane, Tecnosistemi compresa, sarebbe servito a distrarre somme di denaro.
La vicenda dei lavoratori della Tecnosistemi, ma anche della Parmalat e Cirio, ci fa scoprire quella parte dell’imprenditoria fatta di uomini senza scrupoli che usano le aziende, che sono un bene della società, per distrarre ingenti somme a fini esclusivamente personali e in queste operazioni illecite le organizzazioni criminali possono trovare i loro interessi. La mattina ci si alza per andare a lavorare senza accorgerci che probabilmente siamo oggetto di uno sporco gioco tramato da pochi uomini senza scrupoli che non esiteranno a lasciare senza lavoro e quindi a distruggere la dignità e la vita di tanta gente onesta.
venerdì 23 maggio 2008
giovedì 8 maggio 2008
Il Sacco di Palermo ha fatto scuola: sono arrivati "I Re di Roma"
Un'altra volta, come spesso accade, ho valutato direttamente dal mio stato psico-fisico, generatosi immediatamente dopo la visione della puntata, la "bontà" del repotage. Anche stavolta sono stato male. Anzi, malissimo. Si è parlato dello stato in cui si trova l'Urbanistica italiana, delle regole che governano le città, del destino delle nostre città che non sembra essere più determinato dall'Amministrazione Pubblica attraverso la ricerca e l'esercizio dell'interesse collettivo, bensì dal mercato e dalla rendita fondiaria.
Il bastone di comando sembra sia passato definitivamente in mano agli speculatori finanziari, ai "palazzinari" che non possono avere altri scopi al di fuori del loro personale tornaconto.
Questo passaggio di testimone l'hanno permesso la nostra politica e i nostri cattivi Amministratori che hanno dimostrato di disconoscere totalmente quali sono le basi sui cui si fonda il loro ruolo istituzionale.
Nel caso specifico la puntata ha messo sotto esame la politica urbanistica della Capitale (per 15 anni di fila hanno governato Rutelli e Veltroni) e il suo nuovo P.R.G (Piano Regolatore Generale) da pocco approvato. Il nuovo strumento urbanistico prevede la costruzione di 70 milioni di metri cubi di nuova edilizia che consumeranno più di 10 mila ettari di suolo, in gran parte strappati alla campagna romana e in un contesto di crescita demografica uguale a zero.
L'idea che ha guidato le scelte di piano è stata quella di costituire dei quartieri satellite attorno alla città consolidata, oltre l'anello autostradale per delocalizzare quelle funzioni che oggi si affollano caoticamente nel centro di Roma: residenza, ma soprattutto uffici legati alle attività svolte da una città capitale. Il Problema sta nel fatto che le nuove "Centralità" verranno costruite nei terreni di proprietà dei grandi costruttori (Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli) che a colpi di "Accordi di Programma" stanno già ottenendo, in variante al PRG, ulteriori cubature da costruire. Sostanzialmente i costruttori/propietari dei terreni trovando più conveniente andare in deroga al PRG per costruire altri appartamenti invece che gli uffici, le nuove strade o scuole previste, chiedono al comune di modificare le previsioni del Prg impegnandosi di concedere all'Amministrazione un compenso in denaro. Con l'Accardo di Programma si costituisce quindi un tavolo di trattativa tra le parti in cui il privato fa sempre gli affari migliori. Secondo la normativa vigente le Varianti al Piano possono essere approvate solo nel caso in cui si sia dichiarata la "pubblica utilità" della modifica. Per questo motivo, a Roma, operazioni di mera speculazione fondiaria che sono servite soltanto a far costuire enormi cubi di cemento nell'agro romano (area dalla rilevanza archeologico-paesaggistica altissima), a far guadanare (?) palate di denaro e profitti strabilianti ai soliti noti, sono state spacciate come trasformazioni a vantaggio della collettività.
Eclatante ed emblematico il "caso Bufalotta". Periferia nord est, qui la sede scelta per la "Centralità" ricade nei terreni di propietà dei fratelli Caltagirone. I costruttori si accorgono che non riusciranno a vendere il milione di metri cubi di uffici, allora chiedono al comune un cambiento di destinazione, con l'accordo di programma; ottengono di poter costruire 5000 appartamenti in più al posto dei servizi e delle opere pubbliche in cambio di 80 milioni di euro elargiti al comune per prolungare di 4 chilometri la metropolitana. Peccato che per far arrivare fin lì la metro al comune costerebbe 600 milioni. Dov'è l'utilità pubblica?
Il servizio mette in evidenza come le scelte urbanistiche dell'Urbe (ma il caso potrebbe essere esteso a tutto il paese) siano determianate più dai costruttori e più per perseguire il profitto che non il bene collettivo.
Il servizio inoltre fa vedere come funzionano le cose a Parigi e Madrid, altre due capitali.
A Parigi, come a Madrid, il comune si comporta come un imprenditore che fa gli interessi del Pubblico, ed ha sempre l'ulltima parola sulle scelte urbanistiche. A lavorare sulla progettazzione e costruzione dei nuovi quartieri sono i migliori architetti della scena nazionale e non, dando vita a brani di città di elevatissima qualità estetica. Molta considerazione è affidata alle esigenze dei giovani e dei nuclei familiari a basso reddito (specie nel caso Madrid) e questo determina un forte impegno nei confronti della residenza pubblica che in questi paesi offre standard qualitativi che in Italia ci sognamo. C'è da dire che a Roma, come nel resto d'Italia, la costruzione delle case popolari è uguale a zero da più di ventanni comportando l'innalzamento dei canoni d'affitto e l'esplosione del mercato immobiliare e della rendita fondiaria.
A questo indirizzo troverete la puntata integrale. http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1078257,00.html
P.S:Fin quando continuerà a mancare una Azione Pubblica efficace e moralmente integra, in Italia, i danni recati al nostro territorio e alle nostre città e alla qualità della nostra vita non cesseranno, ma saranno pochi "amici" a guadagnarci e sempre gli stessi personaggi.
lunedì 5 maggio 2008
Redditi 2005, Visco sfida il Garante
Gli argomenti sostenuti dal difensore di Visco sono due. Il primo argomento insiste sul "principio di trasparenza e l'obbligo di pubblicazione" dei dati fissato dalla legge del 1973. Il secondo sulla "assoluta equivalenza tra lo strumento della carta stampata e Internet". Negli anni passati infatti i quotidiani hanno pubblicato elenchi completi di contribuenti e gli stessi quotidiani, da anni, diffondono i propri contenuti anche online. L'autore del pezzo fa notare che in occasione di questi precedenti il Garante non ha mai eccepito nulla.
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/visco-sfida-garante/visco-sfida-garante.html
Domani verrà pubblicata la decisione del Garante.
domenica 4 maggio 2008
Redditi 2005: giusto metterli sul web
E' facile prevedere come andrà a finire il braccio di ferro tra l'Agenzia delle Entrate e l'associazione Codacons. Alla fine vincerà l'erario: la scelta di pubblicare l'elenco dei contribuenti sul web è perfettamente lecita perchè gli elenchi sono pubblici. Le inchieste penali saranno quindi archiviate.E' inutile rivolgersi alla magistratura:
1) innanzi tutto gli elenchi delle dichiarazioni dei redditi 2005 sono pubblici ai sensi dell’articolo 69 del Dpr 600 del 1973 e dell’articolo 66 bis del Dpr 633 del 1972. L'Agenzia ha il dovere di farli conoscere ai cittadini e quindi non era tenuta a informarne gli interessati. Infatti il consenso non deve essere chiesto quando il trattamento dei dati "è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge" (art. 24, comma 1, lettera A del d.lgs 196 del 2003)
2) in secondo luogo per dimostrare la sussistenza del reato di violazione della privacy (art. 167 del d.lgs 196 del 2003) sarebbe necessario provare che i dirigenti dell'Agenzia delle Entrate hanno agito "al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno". Ed è invece chiaro che chi ha messo i dati sul web ha agito in buona fede. La buona fede nel diritto penale si presume fino a prova contraria. Sarebbe compito del Pm convincere i giudici che i dirigenti dell'Agenzia hanno agito con la volontà specifica di trarne profitto o di danneggiare i contribuenti. Solo un dirigente masochista avrebbe dato via libera al provvedimento sapendo le polemiche scaturite: è chiaro che chi ha agito era in buona fede e quindi deve essere assolto.
Quello che lascia perplessi è l'atteggiamento del Codacons. L'associazione ha presentato una denuncia a 104 procure dando un enorme carico di lavoro ai Pm. Bastava rivolgersi alla sola Procura di Roma, l'unica competente. Coinvolgere le altre 103 è stato un atto inutile. Perchè farlo? Per apparire sui giornali? Per farsi belli agli occhi dei cittadini? Per sommergere di cartacce le Procure e costringerle ad aprire fascicoli inutili che verranno poi richiusi visto che solo il tribunale di Roma è competetente? Poi ci lamentiamo dei tempi biblici della giustizia...
In ogni caso presto si pronunceranno il Garante della privacy e il Gip di Roma. Spero che alla fine vinca il diritto: i dati devono essere rimessi sul sito dell'Agenzia e le indagini archiviate. E non dite che in questo modo la mafia sarà avvantaggiata nell'imporre il pizzo. Non ne hanno bisogno perchè usano già altri sistemi basati sul numero dei dipendenti e delle vetrine del negozio taglieggiato.
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LE RAGIONI DEL CONTENDERE. Gli elenchi delle dichiarazioni dei redditi 2005 sono stati resi pubblici ai sensi delle due norme citate sopra. In base a tali disposizioni le dichiarazioni devono essere liberamente consultabili. Il Codacons ne contesta però la pubblicazione sul sito dell'Agenzia affermando che le due norme sarebbero state implicitamente abrogate dalla legge 241 del 1990 ("legge sul procedimento amministrativo") nella parte in cui prevede che l'accesso ai documenti amministrativi sia subordinato alla presentazione di un'apposita richiesta.
La tesi del Codacons è chiaramente infondata. Tanto per cominciare se il legislatore avesse voluto abrogare queste due disposizioni di legge lo avrebbe fatto esplicitamente. In secondo luogo la legge 241 non può essere applicata alle dichiarazioni dei redditi. Questi documenti sono "pubblici" per legge e cesserebbero per ciò stesso di essere tali se la loro visione fosse subordinata a una richiesta di accesso.
mercoledì 23 aprile 2008
Numero chiuso a medicina: ecco quello che avviene in Eu

rispondo ai Suoi messaggi elettronici in cui richiede le modalità di ammissione ai corsi di laurea in Medicina vigenti nei Paesi dell'Unione europea.
L'opportunità di studiare medicina é soggetta a restrizioni in tutti gli Stati membri dell'UE, eccetto l'Austria. In Francia invece, sebbene non vi siano restrizioni all'accesso agli studi di Medicina, gli studenti devono superare un concorso prima che siano legittimati ad attendere il secondo anno.
La Direttiva del Consiglio 93/16/CEE sancisce che l'insegnamento medico di base nell'UE debba essere di almeno 6 anni ovvero 5.500 ore, con una supervisione universitaria. La maggioranza degli Stati membri si uniforma a questo requisito. Tuttavia, vi sono due Stati dove la durata minima é inferiore - Gran Bretagna (4 o 5 anni) e Svezia (5 anni e mezzo) e due dove questa durata minima é superiore - Finlandia (6 anni e mezzo) e Belgio (7 anni).
In alcuni Stati membri dell'UE, ai dottori é concessa la licenza d'esercizio della professione indipendente subito dopo aver compiuto i loro studi in medicina. [...] In altri Stati membri invece i dottori, dopo il conseguimento del diploma, iniziano un periodo transitorio di tirocinio post-laurea che, se completato in maniera soddisfacente, consente loro di espletare la funzione di dottore con licenza di medico indipendente. La durata di questo periodo di prova varia: é di 12 mesi in Gran Bretagna e Irlanda (ciò che consente loro di soddisfare il requisito di base della Direttiva europea) ma é di 18 mesi in Germania, Portogallo e Svezia. Nel Lussemburgo, il Ministero della Salute concede l'autorizzazione a esercitare la professione sulla scorta di un diploma conseguito in un'altro Stato membro (il tirocinio post-laurea non é consentito in Lussemburgo). Il conferimento della licenza da solo non significa che il dottore sia ammesso in automatico nel Sistema Sanitario Nazionale. Il prerequisito per i sistemi previdenziali pubblici così come per i sistemi di Cassa Malattia é un tirocinio aggiuntivo specifico in Medicina generale ovvero specialistico. In Francia, Finlandia e Austria, la concessione di una licenza medica é conferito solamente dopo aver compiuto un tirocinio specifico per la licenza in Medicina generale ovvero per quella specialistica. Per cui, non si avranno dei dottori veri e propri in quei Paesi che ottengono solo un "approvazione", vale a dire che sono legittimati ad esercitare la professione medica indipendente solo quei dottori che abbiano completato il loro tirocinio come Medici generici o in quanto specialisti.
La Direttiva del Consiglio 93/16/CEE stabilisce che un Medico generico che intenda esercitare la propria professione in seno al Sistema Sanitario Nazionale debba fornire prova di una specializzazione post-laurea. Al momento, un periodo minimo di 2 anni é richiesto in Finlandia, Italia e Belgio, mentre 2 anni e mezzo in Francia. I Medici generici in Svezia in genere si sottopongono spontaneamente ad una specializzazione della durata minima di 5 anni in un Consultorio familiare. Una specializzazione di 3 anni é richiesta invece in Grecia, Spagna, Portogallo, Olanda, Irlanda e Austria. In Danimarca, la durata della specializzazione é di 3 anni e mezzo. In Germania infine, il pre-requisito é di 4 anni per la "specializzazione" in Medicina generale, inclusi i 18 mesi del periodo d'"Approvazione".
Il Portale europeo della cultura provvede ad informare i cittadini sulle attività in corso nei diversi settori interessati, tra cui anche la medicina. Pertanto, La invito a consultare con regolarità il Portale, disponibile in inglese, francese e tedesco, all'indirizzo qui di seguito indicato:
http://ec.europa.eu/culture/portal/index_en.htm
La prego gradire i miei più cordiali saluti.
Jean-Louis COUGNON, capo divisione presso il Parlamento Europeo (direzione generale della comunicazione - unità "posta del Cittadino").