venerdì 12 marzo 2010

Numero chiuso a Odontoiatria, la Corte europea scrive al comitato

La Corte europea dei diritti dell'uomo ci comunica l'apertura di un fascicolo relativo al "numero chiuso" nei corsi di Odontoiatria. Nel ricorso chiediamo l'iscrizione in sovrannumero di alcuni igienisti dentali e odontoiatri rimasti esclusi dai test del 2009.

Questo è il secondo ricorso del 2009. Il primo (ricorso individuale per Medicina) è stato già iscritto a ruolo. Adesso aspettiamo solo la lettera di ricezione del terzo (ricorso collettivo relativo a Odontoiatria e a Medicina).

Nei prossimi mesi, se la Corte non rigetta il ricorso, lo comunicherà allo Stato italiano per consentirgli di fare le sue osservazioni. Infine la Corte emetterà una sentenza. Per conoscere l'esito del ricorso potrebbero volerci molti mesi.

In ogni caso non meno di 2 anni (fermo restando che la modifica della legge sul numero chiuso potrebbe anche venire prima di quella data, nell'ipotesi in cui il Consiglio di Stato italiano accogliesse altri ricorsi simili presentati dal nostro comitato nel 2009 e nel 2010).

Tutti questi ricorsi serviranno a qualcosa?

Mi auguro di sì. Forse un ricorso non è una "condizione sufficiente" per abolire il numero chiuso, ma di certo è "condizione necessaria". Intendo dire che il Parlamento non si è mai preoccupato seriamente del problema "numero chiuso". Esistono alcuni disegni di legge di riforma, è vero, ma a quanto pare in questo momento non sono una priorità delle camere.

Quindi dubito che la legge sul numero chiuso possa essere modificata dal legislatore senza nessun "input" dall'esterno.

martedì 9 marzo 2010

Lista Polverini, sentenze Tar e appello Cds

Il Tar Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla lista Pdl per due ragioni. Il tribunale amministrativo ha ritenuto inapplicabile il decreto legge del Governo perchè la materia elettorale è competenza esclusiva del Lazio e perchè "non è dimostrabile che i due rappresentanti del Pdl, alle ore 12 di sabato 27 febbraio, fossero presenti nel tribunale con tutta la documentazione necessaria".

La strada per il Pdl ora si complica.

Se il partito di Governo vuole ottenere una sospensiva, infatti, dovrà convincere il Consiglio di Stato che il decreto legge è applicabile nel Lazio e, soprattutto, che i delegati di lista erano presenti in tribunale con tutta la documentazone necessaria...

Proprio quest'ultima dimostrazione è particolarmente difficile.

Infatti sembra che il fascicolo presentato dai presentatori della lista fosse effettivamente privo di alcuni documenti. La notizia è stata resa nota oggi dal Tribunale di Roma (che, per la cronoca, ha respinto nuovamente la lista che il Pdl aveva ri-presentato grazie a una norma ad hoc del decreto legge).

Il faldone dei presentatori di lista, sigillato dai carabinieri il giorno delle contestazioni, è stato aperto alla presenza dei funzionari del Tribunale ed è risultato sprovvisto di alcuni documenti. Ogni commento è superfluo.

lunedì 8 marzo 2010

Lista Polverini, Tar respinge sospensiva

(ANSA) - ROMA, 8 MAR - Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta con cui il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma. Per i giudici amministrativi il dl 'salva liste' non 'puo' trovare applicazione perche' la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione'. 'A seguito dell'esercizio della potesta' legislativa regionale la potesta' statale non puo' trovare applicazione nel presente giudizio', concludono.

* * *

La normativa regionale a cui il Tar fa riferimento è la legge della regionale n. 2 del 2005.

Essa, a sua volta, rinvia alla legge n. 108 del 1968 (elezioni regionali), apportandovi alcune modifiche marginali. I giudici ritengono che il decreto legge, modificando la legge n. 108, abbia invaso la competenza della Regione, in quanto la Regione con la legge n. 2 del 2005 si è dotata di una propria legge elettorale e ciò precluderebbe l'intervento legislativo dello Stato...

Questa spiegazione mi lascia perplesso.

Faccio notare, in primo luogo, che l'assemblea regionale laziale con la propria legge elettorale ha effettuato un "rinvio dinamico". Infatti, se il legislatore regionale avesse voluto dettare una normativa autonoma, non avrebbe certo rinviato alla legge del 1968, ma ne avrebbe riprodotto al proprio interno il contenuto adattandolo alle proprie esigenze, mettendosi dunque al riparo da future modifiche.

In secondo luogo, la legge del 1968 regola anche i poteri della Corti di Appello e degli apparati statali incaricati di presiedere il contenzioso elettorale: tutte queste norme, così come quelle relative ai termini per la presentazione delle liste, non possono rientrare nella potesta delle regioni perchè riguardano la "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili", materia riservata allo Stato dall'art. 117 della Costituzione!

Tra pochi giorni il Consiglio di Stato dirà la sua. La soluzione migliore, dal mio punto di vista, resta quella di concedere la sospensiva alla lista e di rimettere la vicenda alla Corte costituzionale per un esame più approfondito.

ore 22.33

Lista Polverini, oggi la decisione del Tar

Chissà se oggi il Tar lazio riammetterà la lista del Pdl esclusa dalla provincia di Roma. Il decreto legge del Governo è abbastanza chiaro: quella lista va riammessa. Ma il decreto a molti è sembrato incostituzionale. Che faranno dunque i giudici? Di certo non possono disapplicarlo: una legge, per quanto discutibile possa sembrare, deve essere applicata fino a quando non è dichiarata incostituzionale. Ma non c'è tempo per aspettare la pronuncia della Corte costituzionale...

La scelta migliore, da questo punto di vista, potrebbe essere quella di ammettere la lista, con sospensiva, e contestualmente sospendere il processo e rinviare il decreto alla Corte costituzionale...

Capite bene che la situazione è tremendamente complessa. Se il decreto legge venisse dichiarato incostituzionale dopo le elezioni, infatti, il Tar dovrebbe pronunciare la decadenza degli eletti del Pdl nella circoscrizione di Roma...

Un macello!

ultimo aggiornamento:
8 marzo 2010,
ore 15.52

sabato 6 marzo 2010

Decreto "salva liste": non sarà incostituzionale?


Mi dispiace che le liste di Formigoni in Lombardia e della Polverini nel Lazio siano state escluse dalla competizione: molti elettori verranno privati del diritto di voto. Mi sarebbe dispiaciuto, allo stesso modo, se a restare fuori era la lista del Pd. Il ragionamento che voglio fare, quindi, non è animato da uno spirito "partigiano", ma poggia su basi giuridiche: sulla Costituzione, sulle leggi dello Stato e sulle sentenze del Consiglio di Stato...

Ritengo che l'esclusione delle liste sia da imputare esclusivamente ai responsabili locali del Pdl (i presentatori di lista), non a fattori esterni, e dunque non mi sembra giuridicamente corretto che il Governo sia intervenuto legislativamente con un decreto legge sana-liste. Temo che tale intervento sia incostituzionale e che le elezioni saranno annullate dal Tar, magari dopo dopo una pronuncia della Corte costituzionale che attesta l'illegittimità del decreto legge.

Analizziamo la situazione dal punto di vista giuridico.

1. I termini per presentare le lista sono perentori, anzi, granitici.
2. Tardare la presentazione di soli 5 minuti vuol dire restare fuori dalla competizione (in questo senso le numerose sentenze del Consiglio di Stato). La legge in esame è ragionevole perchè prevede un termine minimo e un termine massimo per depositare le liste: un partito che decide di presentare la lista all'ultimo minuto, come fatto dal Pdl, lo fa a suo rischio e pericolo.
3. Qualcuno, tuttavia, replica che senza il Pdl la competizione sarà falsata. Sono obiezioni infondate perchè, anche senza il Pdl, gli elettori potranno comunque scegliere tra altri candidati (quattro nel Lazio e sei in Lombardia). Non sta scritto da nessuna parte che un partito, solo per il fatto che è il più numeroso, deve beneficiare di un trattamento di favore rispetto agli altri. la legge è uguale per tutti. Per queste ragioni ritengo che sia irragionevole voler riammettere le liste. L'intervento del Governo, a mio parere, si profila incostituzionale per violazione del principio di uguaglianza e ragionevolezza stabilito dall'art. 3 della Costituzione.
4. Nel merito, comunque, il Governo ha scelto un modo pericoloso di intervenire. Il Consiglio dei ministri ha emanato infatti un decreto legge di "interpretazione autentica" che modifica retroattivamente la norma affermando che la presenza di un individuo nel tribunale vale come prova della presentazione delle liste ed affermando, dulcis in fundo, che gli eventuali ricorsi al Tar contro l'ammissione dela lista potranno essere presentati solo dopo le elezioni e non prima.
5. Il provvedimento puzza di incostituzionalità. In primo luogo, affinché un decerto legge venga emanato, servono situazioni eccezionali di "necessità e urgenza". Lo prevede la Costituzione. In questo caso tuttavia manca certamente la necessità, perchè anche senza il Pdl le elezioni potrebbero svolgersi correttamente per la presenza di altri candidati...
6. Ma, ammesso che il decreto sia "necessario", certamente esso non è conforme all'art. 15, comma 2, della legge n. 400 del 1988, ai sensi del quale il Governo non può emanare decreti legge "nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma, della Costituzione" (cioè in materia di elezioni).
8. Qualcuno obietta che il decreto, in effetti, interpreta, non modifica la legge! osservazione ingegnosa ma palesemente infondata. Un mutamento radicale dell'interpretazione, come quello prospettato dal Governo, equivale in ogni caso a una modifica della legge. In pratica si è attribuito alla legge, surrettiziamente, un significato totalmente assente dalle singole disposizioni...

Non era questa la strada da seguire. Il Pdl avrebbe dovuto ammettere i suoi errori di fronte all'opinione pubblica e chiedere all'opposizione di rinviare le elezioni di 2 settimane. Questo avrebbe permesso di ripresentare le liste. L'opposizione, di certo, non avrebbe potuto opporsi a una simile richiesta. In caso contrario, infatti, avrebbe dato a tutti l'idea di voler "vincere a tavolino" e una simile pubblicità, in tempo di elezioni, si paga a caro prezzo, di modo che la vittoria nelle due regioni sarebbe stata accompagnata probabilmente dalla sconfitta nelle altre undici...

Ricordate come lo spagnolo Zapatero ha vinto le lezioni, vero?

mercoledì 3 marzo 2010

Sentenza crocifisso, sì al riesame


Il panel di 5 giudici si è pronunciato. La sentenza della Corte europea sul crocifisso nelle scuole sarà riesaminata dalla Grande Camera di 17 giudici.

I giornali italiani e la Cei gridano vittoria, ma non considerano che il rinvio, di fronte a una questione di diritto tanto importante, era praticamente un atto dovuto. Secondo il regolmento della Corte, infatti, il rinvio alla Grande Camera deve essere concesso quando il caso è controverso o quando riguarda importanti questioni di diritto.

Il rinvio alla Grande Camera, dunque, non significa affatto che la sentenza verrà riformata. La pronuncia di condanna, anzi, ha ricevuto in primo grado l'unanimità e dunque riuscire a ribaltarla non sarà affatto semplice...

Quindi sbagliano quei politici che, in modo superficiale, hanno affermato che il provvedimento della Corte implica la validità delle ragioni del nostro Paese...

La Corte ha solo dichiarato ammissibile il ricorso. Il bello deve ancora venire.

Per convincere i giudici che il nostro Paese non ha violato i diritti umani ci vorrà uno sforzo enorme. Lo Stato, in caso di conferma, sarà costretto a eseguire la sentenza e a rimuovere tutti i crocifissi dalle scuole. Ed è chiaro che non potrà sottrarsi. Pena l'isolamento internazionale.

Se l'italia non condivide la giurisprudenza di Strasburgo ha una soluzione facile. Denunciare il trattato internazionale che la istituisce e titarsi fuori dal Consiglio d'Europa. Saremmo l'unico stato d'Europa ad aver fatto ciò e certamente metteremmo a repentaglio la nostra permanenza nell'Unione europea.

Non condivido la decisione della Corte europea, per motivi strettamente giuridici, tuttavia la rispetto. Ma almeno prima di esprimere la mia opinione a riguardo ho letto la sentenza (in francese). A differenza di alcuni politici ed opinionisti italiani che, a giudicare dalle loro affermazioni, non hanno fatto altrettanto.

Il ragionamento della Corte, in linea di massima, è impeccabile. L'unico difetto è che non prende adeguatamente in considerazione la situazione italiana e che, proprio per questo, rischia di essere iniqua nei confronti del nostro Paese.

domenica 28 febbraio 2010

Pdl escluso dalla provincia di Roma propone ricorso. Ma in realtà la lista ormai è spacciata.

E' noto che la lista del Pdl è stata esclusa dalla circoscrizione di Roma perché presentata in ritardo (alle 12.45 invece che alle 12.00) e che il partito, dopo il rigetto del primo ricorso, ha annunciato che si rivolgerà alla commissione elettorale regionale.

Quante possibilità ci sono che la lista venga riammessa? Una su 10.000. Il Pdl farebbe bene a lasciare perdere le polemiche e a concentrarsi sulla campagna elettorale.

Vi spiegahiamo subito il perchè.

In uno “stato di diritto” vige il principio della separazione dei poteri. Il parlamento e consigli regionali votano le leggi (potere legislativo), il Governo e le regioni amministrano (potere esecutivo) e la magistratura decide le controversie (potere giurisdizionale). Il Capo dello Stato è una figura super partes che non può ingerirsi nelle decisioni dei tre poteri senza violare la Costituzione.

Ogni appello al Capo dello Stato, quindi, è del tutto inutile perché egli non può (e anzi non deve) condizionare le decisioni della magistratura. Ecco perchè il Pdl sbaglia a rivolgersi a Napolitano. E sbaglia anche ad insistere nella via dei ricorsi.

E' risaputo, infatti, che per presentare una lista elettorale occorre depositare una serie di documenti entro un termine stabilito dalla legge a pena di esclusione. A qualcuno, forse, potrà sembrare uno norma stupida, ma in realtà non affatto così. Il rispetto del termine è indispensabile per consentire il controllo della documentazione e la stampa delle schede elettorali.

Se si consentisse a un partito di consegnare le liste in ritardo, infatti, bisognerebbe concedere questa facoltà anche a tutti gli altri, vanificando in questo modo il termine stesso...

Ora, la giurisprudenza del Consiglio di Stato, giudice di ultima istanza in materia elettorale, è chiarissima nell'indicare che la lista presentata in ritardo non può essere ammessa. L'unica eccezione riguarda il caso che il presentatore della lista si trovi già dentro il tribunale, con tutta la documentazione richiesta, e che il suo ritardo dipenda da valide ragioni (Cds, sez. V, n. 1271/2002 ma si veda, per una sentenza più recente, Cga, sez. giur., n. 839/2008). Circostanza che in questo caso non si è verificata, perché i due soggetti incaricati di presentare la documentazione, allle 12, non si trovavano né nell'ufficio elettorale né nel tribunale e, tra l'altro, hanno ammesso di aver tardato per colpa di un panino (sic!).

E siccome la magistratura, nonostante quello che si sente dire in giro, è un organismo serio, la controversie odierna sarà risolta applicando la regola di diritto enunciata sopra e dunque escludendo la lista.

Il ricorso presentato dal Pdl sarà quindi respinto. E così pure l'eventuale ricorso al Tar e l'eventuale appello al Consiglio di Stato.

Dispiace che alcuni esponenti del centro destra (il sindaco Gianni Alemanno, la candidata Pdl Renata Polverini e l'onorevole Francesco Storace) insistano nel chiedere la riammissione della lista, tra l'altro rivolgendosi impropriamente al Capo dello Stato, invece che prendersela coi presentatori. Dai nostri amministratori pretenderemmo una migliore conoscenza del diritto amministrativo.

Una delle poche eccezioni è il ministro Gianfranco Rotondi, politico non a caso laureato in Giurisprudenza, che invece di reclamare la riammissione della lista, richiesta che non può essere accolta per i motivi indicati sopra, si è scagliato contro i responsabili del ritardo: “I maestri del PdL hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia”.

Dispiace che la lista della polverini sia stata esclusa. Tutti i partiti hanno diritto di partecipare alle lezioni ma la legge è uguale per tutti e non si possono fare eccezioni per nessuno. Nenanche se ad essere scluso è stato il maggior partito del Lazio.

Il messaggero e Repubblica hanno dedicato ampio spazio all'argomento.


http://roma.repubblica.it/dettaglio/pdl-senza-lista-in-provincia-di-roma-la-corte-dappello-ha-respinto-listanza/1872910

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92987&sez=ELEZIONI2010

venerdì 12 febbraio 2010

Numero chiuso, spedito l'ultimo ricorso

Breve comunicazione di servizio sui ricorsi presentati alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro il "numero chiuso" a Medicina e Odontoiatria.

Il Comitato ha appena spedito anche il terzo (e ultimo) ricorso relativo ai test di ammissione del 2009. Si tratta di un ricorso collettivo presentato a nome di studenti esclusi da medicina e da odontoiatria.

Questo ricorso si aggiunge a un ricorso individuale e a un ricorso collettivo presentati alcuni mesi fa limitatamente a odontoiatria.

Sto postando quì perché abbiamo inviato un'email ai ricorrenti ma alcuni messaggi sono tornati indietro. Se qualche ricorrente non ha ricevuto il messaggio è pregato di mettersi in contatto con noi e, soprattutto, di fornire una casella di posta elettronica funzionante.

martedì 26 gennaio 2010

Numero chiuso, tra breve la decisione del Consiglio di Stato


Facciamo il punto della situazione sui ricorsi di "Costruiamo il domani" presentati al Consiglio di Stato contro il numero chiuso a Medicina e Odontoiatria. In tutti questi mesi abbiamo lavorato intensamente. Adesso dobbiamo solo attendere la decisione dei giudici.

A inizio gennaio il Consiglio di Stato si è riunito per decidere due nostri ricorsi contro i test del 2008 di Medicina (ricorrenti S. A., per Odontoiatria, e C. B., per Medicina). Il Miur, ovviamente, si è opposto all'accoglimento di entrambi ricorsi. Secondo loro il numero chiuso è inevitabile. I giudici amministrativi, in passato, hanno presa per buona questa tesi, citando la sentenza della Corte costituzionale n. 383 del 1998 sul numero chiuso. Tuttavia in questi ultimi mesi alcuni i giudici di primo grado hanno mostrato maggiore sensibilità per la logicità del numero chiuso e delle modalità di determinazione dei posti (mi riferisco ai provvedimenti cautelari del Tar Catania). E' anche vero, comunque, che altri giudici (Tar Lazio) continuano ancora oggi a sostenere la tesi dell'insindacabilità del numero chiuso. L'esito dei due ricorsi ci sarà comunicato nei prossimi mesi.

A metà marzo, intanto, i giudici si pronunceranno anche su una richiesta di sospensiva proposta da una nostra assistita di Palermo, E. N., contro i test di Medicina del 2009. La sospensiva ci permetterà di avere un'idea sulle intenzioni del Consiglio di Stato. La sospensiva è un provvedimento cautelare (cioè provvisorio) che non pregiudica la decisione finale del ricorso. Viene emessa dal giudice in attesa della sentenza, per impedire che il trascorrere del tempo possa pregiudicare il ricorrente.

Un giudice può sospendere un provvedimento e poi, studiata meglio la vicenda, rigettare il ricorso. Ma può anche accadere il contrario (la sospensiva potrebbe essere negata, magari per mancanza di urgenza, e il ricorso accolto). Tuttavia le parole e le motivazioni della sospensiva, di solito, permettono di intravedere anche l'opinione del giudice.

Spesso, infatti, i giudici non si limitano a dichiarare genericamente la mancanza dei requisiti previsti dalla legge per il rilascio della sospensiva, ma specificano che la sospensiva non può essere concessa perchè manca l'urgenza o perchè il ricorso si appalesa infondato (o oppure perchè, al tempo stesso, il ricorso difetta di entrambi i requisiti).

E' ovvio che se la sospensiva venisse respinta per mancanza di urgenza potremmo sperare ancora in un accoglimento nel merito, mentre, se venisse respinto per mancanza di fondatezza, dovremmo aspettarci il respingimento nel merito, visto che è improbabile che un giudice, nell'arco di pochi mesi, cambi parere sulle questioni giuridiche sollevate in un ricorso.

Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda.

Nella foto, Palazzo Spada, a Roma, sede del Consiglio di Stato.

sabato 19 dicembre 2009

Ricorsi al Cds e alla Corte europea

Desideriamo fare il punto della situzione sui ricorsi presentati dal comitato in queste ultime settimane, anche al fine di garantire la massima trasparenza con i ricorrenti.


Corte europea dei diritti dell'uomo
Il ricorso alla Corte europea è stato già ultimato. Abbiamo ricevute numerose adesioni quindi, per motivi organizzativi, abbiamo preparata tre diversi ricorsi. Il primo, relativo a un aspirante odontoiatra siciliano, è stato già inviato alla Corte e iscritto a ruolo (trovate la lettera dela Corte, in francese, nel blog). Il secondo, sempre relativo a odontoiatria, è stato spedito a fine novembre ma non abbiamo ancora ricevuto la risposta (è questione di giorni). Il terzo, relativo medicina e odontoiatria, è pronto ma non è stato ancora spedito: prima di spedirlo vogliamo aspettare la lettera della corte relativa al secondo ricorso (contiamo di riceverla presto... questione di giorni). Tenete presente, comunque, che questo genere di ricorsi vanno spediti entro 6 mesi dal momento in cui si è verificata la violazione (nel nostro caso entro 6 mesi dallo svolgimento dei test). Quindi il terzo ricorso sarà spedito, in ogni caso, entro febbraio. Non appena avremo la documentazione dei due ricorsi avviseremo, tramite blog ed emal, i partecipanti. Ovviamente, per motivi di privacy, nel sito non pubblicheremo i nomi dei ricorrenti.

Consiglio di Stato
Abbiamo preparato i primi tre ricorsi straordinari al presidente della Repubblica (ricorsi che, come noto, vengono decisi dal Consiglio di Stato). Li notificheremo lunedì, martedì e mercoledì. Dopo la notifica, da effettuare mediante ufficiale giudiziario, ritireremo l'originale del ricorso e lo spediremo al Miur, con raccomandata A/R, e a quel punto attenderemo l'esito della sospensiva. Per conoscere l'esito della sospensiva, considerati i tempi tecnici, potrebbero volerci anche 2-3 mesi.

giovedì 17 dicembre 2009

Numero chiuso, oggi il Tar catania si riunisce

Oggi il Tar Catania si riunisce per decidere se confermare i provvedimenti che ha concesso agli studenti di medicina e odontoiatria. In linea teorica i decreti dovrebbero essere confermati, visto che il presidente del Tar, Vincenzo Zingales, si è già pronunciato sulla loro fondatezza. L'udienza di oggi dovrebbe essere quindi solo una formalità. Ma ovviamente potrebbero anche esserci sorprese, visto che il Collegio che deciderà sulla richiesta è composto da tre magistrati (Zingales e altri due componenti).

Il collegio potrebbe emettere una sospensiva, una sentenze, oppure decidere il rinvio. I provvedimenti saranno resi noti nei prossimi giorni e certamente finiranno in rete. Tenete presente, comunque, che anche in caso di sentenza si potrebbe andare in appello al Cga (che per noi siciliani è l'equivalente del Consiglio di Stato). I provvedimenti del Tar catanese sono molto importanti perchè certamente innescheranno un dibattito.

Ci auguriamo che il parlamento, prima o poi, si decida a cambiare la legge sul "numero chiuso". "In bocca al lupo" ai ricorrenti e ai loro avvocati.

giovedì 3 dicembre 2009

"Numero chiuso" 2009, ricorso per Medicina e Odontoiatria

Il Tar Catania, nei giorni scorsi, ha ordinato l'iscrizione di decine di studenti bocciati ai test di medicina e odontoiatria. Molti ci hanno chiesto se c'è tempo per fare ricorso al Tar.

Dunque... ormai è tardi per ricorrere al Tar, ma stiamo organizzando un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in cui sottoporremo ai giudici del Consiglio di Stato le stesse richieste sottoposte al Tar (iscrizione in sovrannumero), nella speranza che l'esito sia identico.

Desidero precisare, a scanso di equivoci, che il nostro ricorso non viene proposto sugli esiti cautelari del Tar, ma su considerazioni autonome che abbiamo sviluppato negli ultimi due anni e che sono sfociati nella denuncia all'antitrust e in altre iniziative di cui attendiamo l'esito. Abbiamo deciso di presentare adesso il ricorso, e non prima, perchè riteniamo che il clamore suscitato dai provvedimenti del Tar, che comunque sono ancora provvisori, potrebbe favorire un ripensamento del Consiglio di Stato sul problema del numero chiuso.

Miriamo ad ottenere una sospensiva in tempi brevi: entro due-tre mesi dalla presentazione del ricorso. Ottenere la sospensiva significherebbe potersi iscrivere, studiare e sostenere gli esami. Chiaramente alla fine, come sempre, l'ultima parola spetterà ai giudici e nessuno ha la certezza che confermeranno l'orientamento espresso dal Tar Catania.

Ma il gioco, in questo caso, vale la candela.

Cosa è il ricorso straordinario?
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è un rimedio simile al ricorso al Tar, perchè si conclude con una sentenza del Consiglio di Stato, ma può essere presentato anche senza l'ausilio dell'avvocato. Inoltre, in caso di sconfitta, non si pagano le spese di giudizio (mentre al Tar il rischio di perdere e di dover pagare la controparte è sempre presente). Rimandiamo a wikipedia per altre informazioni.

Il nostro metodo di lavoro
Vorrei precisare che, a differenza di altre associazioni presenti in rete, noi realizziamo i nostri ricorsi attraverso un team interno di volontari, laureati o laureandi in Giurisprudenza e Scienze politiche. Non ci rivolgiamo ad avvocati per preparare i nostri ricorsi.

Nonostante ciò abbiamo sviluppato una notevole esperienza in materia amministrativa. Siamo stati i primi a ottenere, ad esempio, un provvedimento dello Stato in cui si sostiene che il meccanismo del "numero chiuso" è sbagliato alla radice (mi riferisco al parere dell'antitrust). A differenza di altri, infatti, abbiamo sempre sostenuto che la logica del numero chiuso è contraria ai principi del nostro ordinamento.

Useremo le stesse argomentazioni che abbiamo proposto all'Antitrust per chiedere al Consiglio di Stato di accettare la vostra iscrizione in sovrannumero. Ci sono tutti i presupposti per ottenere un provvedimento favorevole.

Perchè quest'iniziativa?
Perchè in tempo di crisi non tutti possono permettersi l'onorario di un amministrativista. Vogliamo dare la possibilità ai cittadini di presentare un ricorso senza doversi svenare.


Modalità di partecipazione
I termini per partecipare al ricorso sono scaduti il 15 dicembre 2009.

Per ulteriori informazioni,

Giuseppe Lipari
giuseppe.lipari@hotmail.it
327-5394677


* * *
Esempio di istanza per l'accesso ai documenti (da spedire via fax all'Università)



Alla segreteria degli studenti dell'Università di _____________________

Fax n. ________________

Oggetto: accesso ai documenti amministrativi (art. 25 l. 241/1990)

Il sottoscritto, _________________, nato ______________ il ____________________ e residente a ____________________ in via _______________________ n. _______, in qualità di non ammesso ai test di ___________________________ svoltisi a settembre presso l'Università di _________________, chiede di ricevere copia della seguente documentazione:

1.Nome e cognome, luogo e data di nascita e indirizzo di residenza di uno studente immatricolato al corso di laurea suddetto a seguito dei test di settembre.

2. Graduatorie (o altro documento) che dimostrino che lo scrivente ha partecipato ai test del corso de quo, senza collocarsi in posizione utile.

I documenti dovranno essere forniti in copia semplice.

I dati sono necessari per la presentazione di un ricorso contro la mancata immatricolazione. Si chiede che i documenti siano trasmessi via fax al numero _____________ oppure via email all'indirizzo _____________________.

Si rammenta, a tale proposito, che secondo l'art. 43 del dpr 445 del 2000 “I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale” e che, inoltre, ai sensi dell'art. 6, comma 2, l. 412 del 1991 “salvo che per gli atti aventi valore normativo, le comunicazioni tra Amministrazioni Pubbliche, Enti Pubblici, Regioni ed Enti Locali, che avvengono via telefax sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza ” e che, pertanto, l'Amministrazione non è tenuta a spedire l'originale del documento (la ricevuta di trasmissione del fax è una prova sufficiente a dimostrarne la ricezione).

Si confida nella tempestiva risposta dell'Ufficio, visto i termini perentori per la presentazione del ricorso, e si dichiara disponibile a pagare le eventuali spese e diritti.

Cordialmente,
(Nome e cognome)
__________________

[allegare documento di riconoscimento]

"Numero chiuso" a odontoiatria, la risposta della Corte europea






Vi allego, come promesso, la lettera di ricezione del primo ricorso che abbiamo presentato alla Corte europea contro il "numero chiuso" (il secondo ricorso è stato già spedito ma non abbiamo ancora ricevuto la lettera di ricezione, mentre il terzo lo spediremo tra qualche giorno).

Come anticipato, la Corte non ha dato sospensiva, ritenendo la questione non urgente rispetto ad altre questioni più gravi. Seguiremo la vicenda con attenzione e vi informeremo.

Per motivi di privacy ho oscurato i dati anagrafici del ricorrente.

A presto.

martedì 1 dicembre 2009

Tar Catania accoglie ricorsi grazie alla nostra denuncia


Il Tar Catania, grazie a una nostra denuncia presentata all'Antitrust, ha iscritto con riserva decine di aspiranti medici rimasti fuori dai test di settembre.

La vicenda dell'antitrsut la trovate a questo link.

Siamo veramente soddisfatti per questo provvedimento: è una conferma che avevamo ragione a criticare il sistema. La nostra battaglia continua.

Per un approfondimento sui provvedimenti del Tar vi segnalo, tra i tanti, questo sito:
http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=22806

venerdì 20 novembre 2009

Palermo, reintrodotto l'aumento Tarsu 2006, consumatori scrivono al comune

Lo Sportello del cittadino onlus, associazione non governativa che opera nelle difesa dei diritti civili, ha scritto ai dirigenti del Comune di Palermo responsabili del servizio Tarsu chiedendo di annullare il provvedimento che ha reintrodotto l'aumento del tributo.

La vicenda è nota: il Tar Sicilia, con la sentenza n. 1550/2009, ha annullato l'aumento della Tarsu stabilito dal Comune di Palermo per il 2006. In seguito a questa sentenza, tuttavia, il Comune ha emanato una nuova deliberazione che, accogliendo solo in parte le critiche mosse dai giudici, ha reintrodotto le tariffe.

"Siamo perplessi - spiegano i membri dell'associazione - perchè abbiamo letto la deliberazione e crediamo che il provvedimento sia illegittimo per contrasto con due norme fondamentali del nostro ordinamento: l'art. 3 della legge 212 del 2000 (statuto del contribuente) e l'art. 21septies della legge 241 del 1990".

L'associazione spiega che la prima norma sancisce la "irretroattività" delle norme tributarie, mentre la seconda stabilisce la "nullità" di provvedimenti adottati in elusione del giudicato (cioè provvedimenti adottati per eludere le decisioni della magistratura).

L'associazione ha suggerito al Comune di chiedere a un amministrativista un "parere pro-veritate" sulla possibilità di introdurre retroattivamente un provvedimento tributario annullato dal giudice.